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    Giovedì, 09 Agosto 2018
Teramo. Ricostruzione lumaca, il sindaco D'Alberto sollecita Lolli

TERAMO. Sulla ricostruzione a passo di lumaca pesa anche l'incognita della fase di transizione pre-elettorale in Regione. Contro il pericolo di un ulteriore rallentamento delle procedure per far tornare i quasi cinquemila sfollati nelle loro case il sindaco D'Alberto è pronto a chiamare subito in causa il vicepresidente Giovanni Lolli, che subentrerà nella guida dell'ente a Luciano D'Alfonso dimissionario per l'incompatibilità con il ruolo di senatore. «Gli chiederò un incontro da tenere il prima possibile - annuncia il primo cittadino - perché non ci possiamo permettere ulteriori incertezze e ritardi». L'appello a Lolli sarà di imprimere quell'accelerazione ai processi ricostruttivi post sisma che finora non s'è vista. «A quasi due anni dai primi eventi l'ufficio regionale ha completato 44 pratiche, di cui 16 relative ad attività produttive - fa sapere il sindaco - un dato irrisorio, meno che insufficiente». Il dato è stato aggiornato nel corso dell'incontro del primo cittadino e dell'assessore a lavori pubblici e urbanistica Stefania Di Padova con il direttore dell'Usr Marcello D'Alberto. «Il problema non è lui - evidenzia il primo cittadino - ma la struttura di cui dispone, che di fatto funziona al 50% delle potenzialità indicate al momento della sua costituzione a marzo dell'anno scorso». Di recente c'è stato un leggero incremento del personale che ha portato a 29 il numero di tecnici e impiegati dell'Ufficio speciale per la ricostruzione. «Si è trattato di un passo in avanti - osserva il sindaco - ma siamo ancora molto lontani dai 50 dipendenti previsti». Il direttore dell'Usr punta ad attingere alla graduatoria che deriverà da un bando avviato dal suo omologo delle Marche per l'assunzione di personale interinale. Questa prospettiva però non basta a esorcizzare lo spettro di un rinvio sine die per il ripristino delle abitazioni inagibili. «La priorità resta il rientro degli sfollati nelle loro case - ribadisce il sindaco - per ripopolare i quartieri più colpiti dal sisma, in particolare quello di Colleatterrato». Non può diventare un alibi, tra l'altro, l'imminente acquisto da parte della Regione di case da assegnare a chi è stato costretto a lasciare le proprie per effetto del terremoto. «Si tratta comunque di una soluzione transitoria - rileva il primo cittadino - e non si può correre il rischio che diventi definitiva». Il sindaco apprezza la più marcata presenza istituzionale sul territorio conseguita all'assegnazione della delega alla ricostruzione al sottosegretario della Regione Mario Mazzocca, ma i numeri restano imbarazzanti. Per questo si rivolgerà a Lolli per sollecitare un effettivo rafforzamento dell'organico dell'Usr e lo snellimento delle procedure per l'approvazione dei progetti. Con lo stesso piglio deciso andrà affrontata anche l'emergenza scuole che finora ha scontato «totale assenza di programmazione». Senza personale, insomma, la ricostruzione non può decollare. Ne è convinto anche Mazzocca, che ha ricevuto la delega a seguire le procedure per il ripristino degli edifici resi inagibili dal terremoto. La necessità di rafforzare l'organico dell'ufficio che gestisce le pratiche per lui resta imprescindibile. Tanto che un paio di settimane fa, nel corso un suo intervento in città, ha anche minacciato di farsi da parte. «Il personale a mia disposizione è sempre lo stesso e, se non ci sono novità a giorni - ha detto - sarò costretto a rimettere la delega».


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