Il Messaggero
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    Mercoledì, 25 Settembre 2019
Piano di riordino della rete ospedaliera. Il tavolo di verifica: «Troppi ritardi»

L'AQUILA. Il tavolo tecnico di verifica degli adempimenti regionali e il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza hanno strigliato duramente la Regione per i ritardi nella riprogrammazione sanitaria della rete ospedaliera e di quella territoriale e per i rapporti con le strutture private. Lo si evince dal verbale dell'ultima riunione, quella del 30 luglio scorso. La prima questione è quella del riordino. Tavolo e Comitato sono netti nel rilevare «il ritardo con cui la Regione sta procedendo alla definizione del piano di programmazione regionale» e «sollecitano l'invio del documento unico di riorganizzazione della rete ospedaliera, della emergenza-urgenza e reti tempo-dipendenti da sottoporre a valutazione preventiva dei tavoli preposti». Un tema questo su cui la Regione aveva chiesto e ottenuto una proroga di 90 giorni al momento dell'insediamento post elettorale e che ad oggi non pare avere una scadenza prefissata. La richiesta di Tavolo e Comitato è chiara: tempi certi e celeri. Con una ulteriore prescrizione: il documento dovrà essere corredato delle valutazioni dell'impatto economico e di risorse professionali. Per quanto concerne il sistema dei privati, l'invito alla Regione è «alla tempestiva conclusione delle procedure di accreditamento definitivo». Non solo. Ci sono critiche nette alla delibera di giunta 348 che stabilisce l'oscillabilità del tetto di spesa (20 per cento) e l'utilizzo flessibile dei posti letto accreditati per disciplina. Il tavolo ha chiesto la cancellazione di questi tetti e di ripristinare il meccanismo dei controlli in capo alle Asl: dovranno autorizzare le prestazioni e vigilare sulla spesa. Stesso richiamo è stato formulato in merito al fabbisogno di personale (sollecitata la presentazione dell'atto di programmazione). In compenso i conti fino al 2018 sono in ordine. Non nel 2019: si registra già un disavanzo, nel primo trimestre di 5,9 milioni, che linearmente condurrebbe a fine anno a un -23 milioni. Anche qui c'è l'invito, fermo, a correggere il tiro. Sul punto nascita di Sulmona «nelle more del parere del Comitato punto nascite relativo alla richiesta del mantenimento in deroga, la Regione è invitata ad attenersi a quanto disposto nell'articolo 1 del decreto ministeriale dell'11 novembre 2015». Una richiesta di deroga pervenuta, si legge nel verbale, il 26 luglio scorso, quindi oltre la data di scadenza prevista per la riunione del tavolo. Bisognerà attendere dunque la valutazione del Comitato sulla deroga. Buono, invece, il punteggio dei Lea, i livelli essenziali di assistenza: 202 nel 2017, ancora in corso di valutazione il 2018.


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