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    Venerdì, 10 Agosto 2018
Pescara. Cibo per i bimbi, ora il servizio mensa è a rischio
La Cir non molla, si temono azioni legali. I genitori allarmati: «Non iscriveremo i nostri figli»

PESCARA. Le mense scolastiche sono nel caos. A poche settimane dall'avvio del nuovo anno scolastico non si sa ancora se il servizio potrà riprendere regolarmente o meno a fine settembre. È ciò che è emerso ieri mattina, durante la seduta congiunta delle commissioni Vigilanza e Politiche sociali cui hanno preso parte il dirigente del servizio Istruzione Fabio Zuccarini, la segretaria della Filcams Cgil Alessandra Di Simone e alcuni genitori. DOCUMENTO DELLA CIR. Zuccarini ha illustrato ai presenti lo stato dell'arte. Gli ostacoli da superare per poter riavviare il servizio sono ancora molti, ha avvertito. Primo fra tutti, il braccio di ferro in corso tra il Comune e l'associazione temporanea d'impresa Cir food e Bioristoro Italia, ossia l'attuale gestore delle mense dove si sono registrati nel giugno scorso oltre 200 malori tra i bambini. Il dirigente ha riferito di aver ricevute dalle ditte un documento voluminoso contenente le controdeduzioni alle osservazioni presentate dal Comune per l'avvio della risoluzione del contratto per inadempimento. «La fase più importante - ha detto Zuccarini - è chiudere il più presto possibile la verifica delle controdeduzioni». Il gestore, da un primo esame del documento, non sembrerebbe affatto disponibile a fare un passo indietro e consentire al Comune di esperire il cosiddetto interpello, cioè di valutare se l'impresa che si è classificata seconda nell'ambito della gara d'appalto del 2015, l'associazione temporanea d'impresa Camst e Csa, possa offrire lo stesso servizio a condizioni e costi analoghi. A questo punto c'è il rischio di un contenzioso legale. Se il gestore dovesse fare ricorso al Tar contro il provvedimento del Comune e ottenere dai giudici la sospensiva il servizio verrebbe bloccato. IMPIANTI SEQUESTRATI. Un altro ostacolo da superare è quello degli impianti sotto sequestro. Il 18 giugno scorso, a seguito della vicenda degli oltre 200 bambini finiti in ospedale dopo aver mangiato nelle mense, sono scattati i sigilli in tutti i centri di cottura che servivano i refettori. Ora per poter riprendere il servizio è necessario che la Procura dissequestri le strutture, ma l'indagine è tuttora in corso. GENITORI IN ALLARME. C'è forte preoccupazione tra i genitori, che a poche settimane dall'avvio del nuovo anno scolastico non sanno ancora se potranno usufruire o meno del servizio mensa. Sono 4.500 i bambini e i ragazzi che utilizzano solitamente i refettori del Comune. «Senza il servizio delle mense avremo grossi problemi», ha fatto presente una mamma. «Ma il Comune ha un piano B da utilizzare nel caso non si dovesse fare il tempo a far partire il servizio?», ha chiesto un papà. Poi l'avvertimento di un altro genitore: «Noi non iscriveremo i nostri figli alle mense se dovesse rimanere lo stesso gestore». La segretaria della Filcams Cgil, Di Simone, ha invece ricordato che ci sono in ballo 140 lavoratori con contratti a termine che a giugno non hanno percepito gli stipendi. LA POLEMICA. Intanto il centrodestra critica l'amministrazione comunale. «Queste sono cose di cui si deve occupare la struttura politica e non gli uffici dell'ente - ha affermato il consigliere di FI Luigi Albore Mascia - ci sono 4mila famiglie in difficoltà e il sindaco e l'assessore si devono assumere le loro responsabilità, perché il dirigente può anche sbagliare». Pronta la replica del consigliere del Pd Piero Giampietro: «L'amministrazione sta lavorando a testa bassa per garantire la ripresa del servizio mensa da ottobre ed è un impegno che sindaco e assessore hanno assunto di fronte ai genitori, tenuti al corrente di ogni sviluppo attraverso i loro rappresentanti».


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