Il Centro
Licei e Atenei restano chiusi: i sindacati bocciano la Regione.
PESCARA Dai trasporti ai tamponi, fino all'ordinanza che dispone la sospensione delle attività scolastiche di secondo grado in presenza e delle attività di formazione delle università. Nel giorno in cui la didattica a distanza diventa obbligatoria in scuole e università abruzzesi, la Cgil Abruzzo Molise, la Cisl Abruzzo Molise e la Uil Abruzzo bocciano la Regione e parlano di «errori nella gestione dell'emergenza, ormai fuori controllo», soffermandosi in particolare sul sistema sanitario e sulla gestione dei trasporti. «Auspichiamo che si possano riprendere al più presto, almeno in parte, le attività in presenza», spiegano le tre sigle sindacali, «anche perché il sacrificio attuale può rivelarsi poco utile se il governo regionale non cambia passo nella gestione delle misure per il contenimento dell'emergenza da Covid-19». I sindacati affermano che «si tratta di un provvedimento sbagliato nel metodo e nel merito. Sul piano del metodo», dicono, «non c'è stato il minimo coinvolgimento delle parti sociali, né una valutazione del tavolo tecnico regionale. Sul piano del merito, è una misura grave che significa considerare l'istruzione e la formazione non essenziali per il Paese, con il rischio di accentuare le diseguaglianze sociali. Le istituzioni scolastiche e le università in questi mesi avevano lavorato alacremente per organizzare un ritorno delle lezioni in presenza. Ora tali sforzi rischiano di essere vanificati per responsabilità esterne, dovute alla leggerezza con la quale sono state compiute alcune scelte e agli errori nella gestione dell'emergenza. Abbiamo più volte sollecitato unitariamente interventi su sicurezza, edilizia scolastica e organici, anche con uno sciopero dei sindacati di categoria, ma troppo poco è stato fatto su tali fronti. È necessario cambiare marcia», aggiungono i sindacati, «servono subito fatti concreti: nuove assunzioni, stabilizzazione del personale precario, internalizzazione dei servizi, estensione della premialità Covid e dotazione di sistemi di protezione individuale anche per i lavoratori in appalto presso le Asl, controlli nelle residenze per anziani, capacità del sistema dei trasporti di assorbire la riapertura delle scuole e delle università, potenziamento delle Usca, della prevenzione e della medicina territoriale. Vogliamo impegni precisi e misurabili, in caso contrario il sindacato è pronto alla mobilitazione». Secondo i sindacati sono tante le cose che non hanno funzionato e che ancora oggi si rivelano inadeguate.
«Per esempio», concludono, «troppo poco è stato fatto sul sistema dei trasporti regionali che avrebbe dovuto garantire la possibilità di distanziamento degli alunni».

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