Il Messaggero
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    Domenica, 07 Luglio 2019
Landini lancia un nuovo Statuto e non nasconde i timori per Sevel

CHIETI. La Camera del lavoro ha tagliato il traguardo dei cento anni e il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini ieri dal padiglione al foro boario ha voluto lanciare e rilanciare temi importanti, con un occhio alle sfide immediate. Lo ha fatto durante il dibattito al quale sono intervenuti Carlo Ghezzi per la Fondazione Di Vittorio, l'arcivescovo Bruno Forte, l'economista Luciano D'Amico , il managing director di Honda Italia, Marcello Vinciguerra, i segretari provinciale e regionale della Cgil Germano Di Laudo e Carmine Ranieri coordinati dal giornalista Marco Panara e il sindaco Di Primio che ha fatto gli auguri al sindacato. Sul piano generale Landini ha proposto la nascita di un nuovo Statuto dei lavoratori che sancisca che i diritti non sono legati al rapporto di lavoro ma che devono essere in capo alla persona, qualsiasi rapporto di lavoro abbia: diritto alle ferie, alla malattia, all'infortunio, alla maternità, ad essere pagato, alla sicurezza. Ha lanciato anche l'idea di sindacato di strada che non sta chiuso negli uffici, che non aspetta che le persone vengano a dire che problemi hanno ma che se vuole fare sindacato deve tornare ad essere in mezzo alle persone lì dove ci sono i problemi e i disagi. E ancora: "Ci hanno fatto credere che saremmo invasi, quando siamo un paese di evasori e non è più la fase di difendere la Costituzione, oggi il punto è una battaglia per attuare oggi, non fra 20 anni, ciò che c'è scritto nella Costituzione". Landini non ha nascosto taluni suoi timori: "Io sono preoccupato per quello che può succedere alla Sevel - ha detto a un certo punto - Hanno già detto che in Polonia, insieme alla Opel, la Peugeot fra un po' farà uno stabilimento per produrre altre cose. Non è che devi aspettare per vedere se sarà vero, e se guardo nel settore dell'automotive siamo di fronte a un cambiamento epocale: siamo all'auto elettrica a idrogeno e ibrida ma in Italia continuiamo a produrre diesel e benzina perché siamo in grave ritardo, addirittura la tecnologia sta cambiando il prodotto". Insomma, un invito a recuperare il gap soprattutto i termini di innovazione. Per Ranieri l'Abruzzo, al centro del Mediterraneo, va modernizzato dragando i porti, potenziando il sistema ferroviario e le autostradale. "La regione - sottolinea - deve puntare su innovazione, ricerca e università". Di Laudo ha ricordato cento anni di battaglie: per la conquista della terra da parte dei mezzadri, quella delle donne, dalle tabacchine di Lanciano alla Marvin Gelber di Chieti, la battaglia per lo sviluppo della Val Di Sangro contro la Sangrochimica per avere uno sviluppo di qualità e compatibile.


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