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    Martedì, 11 Giugno 2019
Arriva il nuovo Ducato: «Così la Sevel ha futuro»
I sindacati: «Così si garantisce la continuità aziendale, ma niente entusiasmi»

LANCIANO. Si chiama Ducato My2020 la nuova sfida a quattro ruote per Sevel e per l'Abruzzo. Il nuovo modello del più venduto furgone commerciale d'Europa, annunciato da Fiat Professional come «il miglior Ducato di sempre», sarà prodotto ad Atessa e porta con sé due importanti novità: è l'evoluzione dell'ultimo modello di Ducato e al tempo stesso anticipa il prossimo modello elettrico. Motori Euro 6, nove marce, sistema di start and stop, sono solo le principali novità che riguardano questo nuovo modello. E in un periodo di grandi timori relativi all'annuncio di Psa (Peugeot-Citroen), partner di Fca in Sevel, che dal 2021 realizzerà 100mila furgoni commerciali a passo lungo in Polonia e al tira e molla con la Francia per un'alleanza col colosso Renault-Nissan, l'annuncio di un nuovo modello fa ben sperare. Ma le perplessità sul futuro dello stabilimento restano. «Un nuovo modello - interviene Nicola Manzi della Uilm - rappresenta la continuità per lo stabilimento di Atessa ma non cancella il fatto che la Sevel ha perso il monopolio nella produzione in Europa dei veicoli commerciali leggeri. Grazie alla professionalità acquisita in quasi 40 anni di storia sarà difficile fare un backup altrove, ma dobbiamo mantenere alta la guardia». «Il 2021 - rimarca Gianluca Gagliardi della Fismic - è dietro l'angolo. Certo, quando si presenta un nuovo modello è sempre positivo, significa che ci saranno ricadute occupazionali per Sevel e per l'indotto. Ma Sevel in questi mesi deve far capire al mondo di saper fare bene i furgoni e di essere in grado di stare al passo con i cambiamenti dell'industria ormai globalizzata». Dello stesso avviso anche l'Ugl: «Si prevedono buonissime prospettive per Sevel e il suo indotto - sottolinea Antonio D'Alonzo - ma prima del 2021 è necessario risolvere questioni annose come la viabilità». Domenico Bologna, Fim, non ha dubbi: «Si giocherà da ora e per i prossimi mesi una partita determinante per il futuro dell'Abruzzo, e tutto il sistema deve farsi trovare pronto. In ballo ci sono il rinnovo della joint-venture con Psa che scade il 2023 ma anche lo stesso futuro di Sevel. Se continueranno a persistere i gravi problemi sul trasporto merci, sull'assenza di collegamenti, sulla mancanza di porti, di banda larga, e se arriveranno decisioni letali per le industrie, come quella di chiudere tutte le strade provinciali in assenza di neve per tre giorni, si rischia che la Polonia diventi ben più allettante di quello che è ora». Resta dubbioso anche Alfredo Fegatelli, Fiom: «Il futuro dello stabilimento ci sarà quando Fca presenterà un piano di investimenti. Da lì si capisce cosa si prevede per Sevel. A questo punto per evitare facili entusiasmi e facili allarmismi è urgente un confronto con il governo».


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