News del 25/04/2017
Terremoto centro Italia, la Regione acquista case nuove per gli sfollati
Un bando consentirà di spendere oltre 50 milioni nei centri abruzzesi del cratere

Articolo il quotidiano Il Centro

 

TERAMO. Minimizzare il ricorso a strutture abitative provvisorie, cioè le cosiddette "casette", e favorire l'acquisto di immobili da assegnare ai terremotati. Con questi obiettivi arriva l'avviso "per l'acquisto di unità abitative da utilizzare per l'emergenza abitativa, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi", che sarà pubblicato nei prossimi giorni. Destinato ai comuni abruzzesi interessati dal sisma del centro Italia, il bando è già stato approvato dalla giunta regionale. Ieri la presentazione da parte del governatore Luciano D'Alfonso, del responsabile del Centro operativo regionale della Protezione civile, Antonio Iovino, e del direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo, Marcello D'Alberto. È la prima volta che viene utilizzato questo sistema nell'ambito delle emergenze legate ai terremoti: in passato i privati venivano coinvolti solo per concedere in affitto gli immobili. Tale strumento consentirà di mettere in circolo oltre 50 milioni nei comuni colpiti. Risorse che fanno riferimento alla contabilità speciale attivata dallo Stato per l'emergenza. «Attualmente - dice D'Alfonso - abbiamo richieste per 339 strutture abitative provvisorie, per un costo di 36 milioni e mezzo. A queste se ne dovrebbero aggiungere, secondo le stime, altre 200 nel territorio comunale di Teramo, per altri 20 milioni di investimento. Si tratta di ingenti risorse, che possono essere impiegate per acquistare alloggi nuovi e definitivi: appartamenti che una volta conclusa la ricostruzione confluiranno nei patrimoni edilizi delle Ater o dei Comuni. Elemento decidente sarà il costo per metro quadrato e per aggregato. Inoltre ci vorrà la certezza della legittimità del titolo edificatorio». Gli appartamenti in questione dovranno avere una superficie compresa tra 30 e 95 metri quadrati, essere in regola con la normativa urbanistica e igienico-sanitaria e non essere mai stati abitati. Tra i requisiti preferenziali del bando c'è inoltre l'ubicazione nei 23 comuni del cratere sismico 2016 o nell'area immediatamente a ridosso dello stesso. La norma di riferimento è il decreto legge 9 febbraio 2017, numero 8, articolo 14, che consente, per trovare soluzione alle famiglie rimaste senza casa, non solo di puntare sulle soluzioni abitative di emergenza ma anche di utilizzare le case non in uso nei comuni terremotati. Obiettivi dell'avviso sono la riduzione del consumo di suolo, migliori condizioni abitative per chi ha perso la propria casa a causa del sisma, consistente risparmio per le casse pubbliche che potranno così patrimonializzare parte dei costi dell'emergenza. «Palazzo Chigi - continua il governatore - ha fortemente sostenuto questo tipo di soluzione, voluta dai quattro presidenti di Regione e da Errani, per gli evidenti benefici che ne derivano anche in termini di velocizzazione delle procedure. In più, e non è un aspetto secondario, abbiamo la possibilità di mettere in circolo oltre 50 milioni per movimentare il tessuto economico in territori duramente provati dalle calamità».


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