News del 05/01/2016
Teramo. Ricostruzione, in arrivo lavori per 100 milioni
La Cisl chiede al prefetto di aprire un osservatorio sul rispetto della legalità

Articolo il quotidiano Il Centro

 

TERAMO. Sta per prendere avvio in provincia la parte più imponente della ricostruzione post terremoto. Con oltre 100 milioni di investimenti nella sola Montorio. Per gestire questa fase basilare per il rilancio di un'edilizia in crisi, la Filca Cisl chiede alla prefettura l'apertura di un osservatorio. L'analisi del segretario della Filca, Giancarlo De Sanctis, parte da alcuni numeri: da 5200 a 1600 lavoratori, da 1300 a 450 imprese, da 52 milioni a 24 milioni di massa salari. Questi sono i numeri dell'edilizia teramana dal 2008 al 2015. «Purtroppo la burocrazia delle nostre amministrazioni pubbliche e il sistema corporativo e clientelare ormai insito nel nostro paese hanno ritardato di ben 5 anni, dalla tragedia del terremoto, l'avvio delle procedure per le pratiche di ricostruzione», osserva De Sanctis, soddisfatto dell'attivazione in un solo anno a Montorio, grazie all'azione dell'amministrazione dell'Utr3, che ha permesso l'apertura cantieri per oltre 5 milioni di lavori. «Ma l'azione dell'UTR3 è solo alla fase di avvio - precisa il sindacalista - il cuore della ricostruzione si concretizzerà nei prossimi mesi quando, dopo aver concluso la fase progettuale dei piani di ricostruzione degli otto comuni del cratere (Montorio, Tossicia, Colledara, Fano Adriano, Pietracamela, Arsita, Penna S.A. e Castelli), si avvierà la fase di cantierizzazione, sviluppando circa 350 milioni di euro di lavori in cinque anni, una media di 35-70 milioni di euro l'anno. Basti pensare che Montorio, dopo L'Aquila, rappresenterà il cantiere più grande d'Abruzzo, con un piano che svilupperà oltre 100 milioni di euro. A tutto ciò si aggiungono i 25 comuni fuori cratere, fra cui Teramo capoluogo, in cui si svilupperanno oltre 3000 pratiche di ricostruzione, quindi oltre 3000 cantieri. Questo vuol dire che la massa salari del settore edile teramano sarà pressoché raddoppiata rispetto ad oggi, garantendo lavoro ad oltre 1500 occupati. Ma perché tali numeri diventino reali è indispensabile evitare il prevalere dei fenomeni distorsivi che hanno caratterizzato la ricostruzione a L'Aquila, e che hanno generato un sommerso di oltre il 50% delle risorse pubbliche investite». Un passaggio basilare: prevenire, prima che aprano i cantieri, e agire per il rispetto della legalità, dei contratti di lavoro, della sicurezza e soprattutto della tempistica esecutiva, indispensabile per l'avvio di nuovi cantieri. Per far ciò la Filca Cisl, insieme alle altre parti sociali, chiederà al prefetto l'istituzione di un osservatorio in prefettura del quale dovranno far parte l'Utr3, le parti sociali, gli enti bilaterali. «L'obiettivo è di canalizzare al suo interno le notifiche preliminari dei cantieri della ricostruzione e verificare, prima dell'avvio dei lavori, il possesso dei requisiti previsti dalla legge, al fine di impedire che parte o tutta la massa salari dell'appalto finisca nelle maglie del sommerso - spiega De Sanctis - questo anche per salvaguardare il committente privato da responsabilità civili e penali e per tutelare l'investimento pubblico come patrimonio della collettività».


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