News del 05/12/2016
Teramo. Ricostruzione 2016, via ai controlli antimafia
La prefettura stila il protocollo di legalità per gli appalti degli enti pubblici

Articolo il quotidiano Il Centro

 

TERAMO. Scattano i controlli antimafia sulla ricostruzione post sisma. La prefettura ha emesso il protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi d'infiltrazione della criminalità organizzata in appalti, concessioni, forniture e servizi nel settore dei contratti pubblici. Si tratta di una convenzione, elaborata già dopo le scosse di agosto, che estende gli adempimenti a carico di enti e imprese agli affidamenti cosiddetti "sottosoglia", per quali ordinariamente non si applica la normativa antimafia, con particolare riferimento agli interventi edilizi. L'atto stabilisce che le amministrazioni s'impegnino ad acquisire le informazioni di contrasto alla criminalità per gli appalti e le concessioni di lavori pubblici d'importo superiore a 250mila euro, per i contratti di forniture e servizi oltre i 50mila euro e per i subcontratti dello stesso importo. La raccolta dei dati, tramite la white list della prefettura, è obbligatoria a prescindere dal valore economico dell'incarico per attività ritenute sensibili come «trasporto di materiali a discarica per conto terzi; trasporto anche transfrontaliero e smaltimento di rifiuti per conto terzi; estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; noli a freddo di macchinari; fornitura di ferro lavorato; noli a caldo; autotrasporti per conto terzi e guardiania dei cantieri». A queste il protocollo aggiunge «servizi di mensa, pulizia, autotrasporti e alloggiamento del personale; somministrazione di manodopera sia come lavoratori dipendenti sia come parasubordinati o con partita Iva, in qualsiasi modo organizzata ed eseguita». Le prescrizioni antimafia si applicano non solo agli appalti ma anche agli «affidamenti in somma urgenza e per protezione civile». Il responso negativo da parte della prefettura, dunque, comporterà l'obbligo da parte dell'ente di non procedere alla stipula del contratto e comunque di revocare l'aggiudicazione o di negare l'autorizzazione al subappalto. Queste indicazioni devono essere riportate nella documentazione di gara per fare in modo che l'affidatario abbia chiare le conseguenze delle eventuali violazioni per le quali non avrà diritto ad alcun indennizzo. L'amministrazione, d'altra parte, sarà tenuta a comunicare alla prefettura le informazioni antimafia acquisite su aziende che hanno la sede legale in un altro territorio provinciale. La regolarità delle procedure andrà garantita anche attraverso la tracciabilità dei flussi finanziari. Il protocollo ribadisce l'obbligo di denunciare interferenze illecite, richieste di denaro o di altre utilità e offerte di protezione, oltre che tentativi di estorsione, intimidazione e condizionamento di natura criminale. La prefettura non si limiterà a emettere certificazioni antimafia, ma assicurerà anche vigilanza nei cantieri tramite il gruppo interforze costituito dagli organi di polizia. Per le violazioni meno gravi, nel documento sono indicate sanzioni economiche. La mancata o parziale comunicazione dei dati comporterà una penale, pari al 10% dell'importo previsto per i lavori o le forniture, da applicare sia alle aziende appaltatrici che subappaltatrici.


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