News del 25/10/2015
Teramo, mai iniziati lavori per 400 milioni
Incontro tra Ance, Comune e responsabili della gestione delle pratiche

Articolo il quotidiano Il Centro

 

TERAMO. Sembra strano in questo periodo di magra. Ma ci sono più di 400 milioni che aspettano solo di essere spesi, da tempo ormai. Sono i soldi della ricostruzione dopo il terremoto del 2009. Per cercare di sbloccare fondi preziosi per il rilancio dell'economia e in particolare dell'edilizia, l'Ance ha incontrato la filiera della ricostruzione e il Comune di Teramo per una valutazione sullo stato delle procedure. All'incontro, oltre al presidente Vittorio Beccaceci e al gruppo dirigente dell'Ance, hanno partecipato il titolare dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, Paolo Esposito, il sindaco di Montorio Di Centa, nella qualità di coordinatore dei Comuni del cratere teramano, il vicesindaco di Montorio, delegato alla ricostruzione, Andrea Guizzetti, il dirigente dell'Ufficio territoriale della ricostruzione Caterina Mariani, la responsabile dell'ufficio ricostruzione del Comune di Teramo Coletta Puritani. La situazione è differente fra gli 8 comuni del cratere e i 28 fuori cratere. Innanzitutto in generale le domande di proprietari di case danneggiate sono più di duemila, solo 241 presentate quelle dal 1° gennaio 2015 (134 a Teramo). I lavori nei comuni fuori cratere secondo le previsioni svilupperanno 115 milioni di euro, ma ne sono stati erogati finora solo 22. I lavori nei centri storici dei comuni del cratere svilupperanno circa 400 milioni (Arsita 14,6, Penna Sant'Andrea 7,76, Castelli 40, Colledara 40, Tossicia 80, Montorio 120, Fano 60, per Pietracamela ancora non c'è ancora la stima). Si tratta di soldi ancora non liquidati in quanto sono soltanto due i Comuni che si sono dotati dei necessari piani di ricostruzione, Penna Sant'Andrea e Arsita. E anche in questi due casi i privati non sono ancora pronti a presentare le domande: a Penna nessuno ha inviato domande, ad Arsita solo quattro. Discorso diverso per i lavori nelle periferie negli 8 comuni del cratere: sviluppano 66 milioni 984mila euro di lavori e ne sono stati già trasferiti 53 milioni 940. «E' emersa l'opportunità di intensificare il coordinamento tra le amministrazioni per accelerare i processi che porteranno all'apertura di moltissimi cantieri - osserva l'associazione nazionale costruttori edili - un ruolo decisivo verrà rivestito dai tecnici che costituiscono una interfaccia fondamentale per la gestione delle pratiche, oltreché degli enti locali per la parte della ricostruzione pubblica». La quasi totalità delle pratiche va inviata all'Ufficio territoriale della ricostruzione, che ha sede a Montorio, a cui - riconosce l'Ance - il Comune di Teramo ha inviato già numerose pratiche. La parola d'ordine comunque è accelerare: basta andare sul sito dedicato alla ricostruzione e si può vedere che dei 7 piani che mancano in Abruzzo, sei sono teramani. Per questo Esposito si è detto disponibile a ripetere gli incontri, dopo questo con Teramo, anche con gli altri Comuni: «si tratta di una strada utile per il confronto volto a migliorare ed accelerare la ricostruzione che ha come primo obiettivo il totale rientro nelle proprie abitazioni delle popolazioni danneggiate dal sisma». Molta preoccupazione è stata espressa da Beccaceci sulla riorganizzazione degli uffici del Genio civile, che dal 1° gennaio 2016 dovranno autorizzare gli interventi per il rischio sismico: «Temo che possa esserci un forte rallentamento delle attività a danno di tutta l'economia locale, che ripone grandi attese sulla ricostruzione per il rilancio di tutta la provincia».


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