News del 17/03/2015
Teramo, 400 milioni in otto anni
I soldi ci sono ma vanno spesi e i Comuni devono farsi aiutare

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

Saranno 400 i milioni, spalmati su 8 anni, destinati alla ricostruzione per il terremoto nel Teramano, da dividere tra gli otto comuni del cratere e gli altri sei che sono fuori: ossigeno per il territorio. «Un punto e mezzo del Pil locale», precisa il presidente Renzo Di Sabatino, che rende noto come sia necessario che «più imprese teramane lavorino nella ricostruzione, seguendo il criterio della rotazione, tanto per essere più equi» e che ci sia «più velocità nel programmare, progettare e istruire le pratiche, senza perdere tempo tra gli enti pubblici per gli iter, in alcuni casi si perdono mesi». «Dobbiamo essere meno ingordi e creare più sinergie» è l'appello del sindaco di Montorio, Gianni Di Centa, che annuncia che con i finanziamenti realizzerà un Campus nei pressi dell'area sportiva. «La ricostruzione è una sfida anche per le piccole imprese e la ricaduta sull'occupazione e sul sociale è grande, possiamo ripensare il paese». Montorio è anche un po' "capofila" nelle pratiche della ricostruzione ospitando l'Ufficio territoriale. Nell'incontro di ieri mattina nella biblioteca di via Milli tra l'Usrc (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere), i sindaci e gli imprenditori è emersa la volontà di far presto e di chiarire alcune circostanze. Dei sette Piani dell'area del cratere, però, solo due sono stati adottati, quelli di Arsita (14 milioni e 660mila euro) e Penna Sant'Andrea (circa 7 milioni e 600 mila euro), Castelli è in attesa di approvazione, e gli altri cinque (Colledara, Pietracamela, Montorio, Fano Adriano e Tossicia) devono ancora essere adottati dalle rispettive amministrazioni. A questi si aggiungono 150 milioni per gli interventi fuori cratere. Finora l'indice di utilizzo delle risorse è a favore di Colledara e Montorio che si sono mosse meglio, ultima in classifica Pietracamela. IL PUNTO DELL'USRC.
È il direttore Usrc, Paolo Esposito, a fare il punto: «Per quello che riguarda l'edilizia scolastica, sono 18 i milioni in programmazione. Solo la Provincia di Teramo come soggetto attuatore ha tra i 5 e i 7 milioni; per quello che riguarda l'edilizia privata la cifra è di 168 milioni appena sbloccati a dicembre per il cratere. La Cipe di febbraio ha inoltre sbloccato 192 milioni per il cratere e 132 per tutto il fuori cratere. Stiamo vedendo la parte di competenza della Provincia di Teramo». Dai Comuni del Teramano giungono le proteste per i tempi lunghi e per gli accertamenti non eseguiti alla perfezione nell'immediato post-sisma. Il sindaco di Crognaleto, Giuseppe D'Alonzo, si lamenta della perdita di Giovanni Legnini, passato al Csm, «perché stava lavorando bene nella ricostruzione». L'architetto del Comune farnese, Maurizio Cicconi, riporta il problema dei sopralluoghi subito dopo il sisma: «Ci siamo ritrovati con richieste minime: solo 4 nel centro storico di Campli; molti non l'hanno fatta, è stata un po' casuale la cosa». Il direttore Usrc Esposito lamenta il fatto che 2.500 abitazioni fuori dal cratere ancora non sono state censite, ma annota che l'Abruzzo nei controlli risulta superiore all'Emilia Romagna. Gli interventi fuori cratere ammontano a 150 milioni circa: ci sono i finanziamenti per la ricostruzione delle scuole (solo per gli istituti comunali 13 milioni per 19 interventi.


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