News del 07/06/2014
Ricostruzione, rissa fra Aielli e Cialente

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. I soldi per la ricostruzione sono agli sgoccioli. Dal prossimo luglio i cantieri potrebbero bloccarsi per mancanza di risorse. Intanto esplode la polemica, con un duro faccia a faccia tra il Comune dell'Aquila e il responsabile dell'ufficio speciale per la ricostruzione, Paolo Aielli, che di fatto ha bocciato il piano predisposto dall'amministrazione per ottenere ulteriori finanziamenti. «Nutro serie perplessità che si possa fare subito uno stanziamento di 4 miliardi - ha detto Aielli in un'intervista rilasciata ad Abruzzoweb - sarebbe auspicabile uno stanziamento pluriennale, ma guardando il quadro finanziario dello Stato ho forti dubbi al riguardo. Questa cifra corrisponde a circa la metà della manovra di stanziamento per gli 80 euro lordi in busta paga». Il responsabile dell'Usra conferma che «i 260 milioni in arrivo dal Cipe sono già stati impegnati e serve un'ulteriore copertura per arrivare alla fine dell'anno. Ci sono 200 milioni aggiuntivi già stanziati, per i quali serve solo l'autorizzazione del Cipe: oltre a questi fondi occorrono 600milioni per il 2014». Aielli torna a sollecitare anche l'approvazione della delibera di giunta «che consente ai privati di anticipare i soldi per la ricostruzione, previa istruttoria dell'ufficio speciale». Ma l'unica strada, secondo Aielli, per dare un'accelerata a un ingranaggio che rischia di incepparsi, resta il ricorso alla Cassa depositi e prestiti. «Per garantire - scrive in una nota il responsabile dell'Ufficio speciale della ricostruzione - un efficace piano per la rinascita dell'Aquila e dell'intero cratere, nell'arco dei prossimi cinque anni, è indispensabile avere una costante disponibilità di risorse finanziarie, in modo da rendere certi gli interventi di recupero del patrimonio privato e pubblico. Tale certezza, che era precedentemente garantita per l'Abruzzo dal finanziamento tramite Cassa depositi e prestiti, dovrebbe essere ripristinata. La disponibilità finanziaria necessaria a questo scopo potrebbe essere creata anche tramite un meccanismo di anticipazione che coinvolga le istituzioni creditizie, in modo da garantire un flusso di circa 1 miliardo di euro l'anno, conciliando i vincoli di finanza pubblica e le esigenze espresse dal territorio». Immediata la replica dell'assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano: «Non è concepibile rilasciare dichiarazioni quando nei ragionamenti si ignorano le leggi e le norme che regolano la materia pubblica. Ancor più grave se chi lo fa non ha il minimo garbo istituzionale, pur essendo stato chiamato a ricoprire un ruolo di supporto alle istituzioni locali, frutto di un'intesa con il ministero della Coesione Territoriale e di un successivo contratto stipulato con il sindaco dell'Aquila. Atti, questi ultimi, rimasti disattesi». Ad Aielli si contesta, neppure velatamente, di essere più una sorta di commissario alla ricostruzione che un braccio operativo del Comune. Quanto al "piano segreto" dell'amministrazione, Di Stefano fa notare che «lo stesso gode di quella solidità che gli deriva proprio dal lasciare inalterato il bilancio statale. Ma questo Aielli non può saperlo - è la bordata lanciata da Di Stefano - poiché la trattativa, come è giusto che sia, è in itinere esclusivamente tra il governo e il sindaco. Per quanto concerne invece la stizzosa e sterile posizione sugli interventi in anticipazione, Aielli è perfettamente al corrente dell'atto, pronto da tempo e frutto di un proficuo confronto personale con le associazioni di categoria, che andava a correggere proprio una sua proposta giudicata aleatoria, inconsistente e non perseguibile. Atto fermo per una precisa richiesta da parte del governo», sottolinea ancora Di Stefano, che continua: «E' allo studio un provvedimento che intende usare quelle risorse a copertura di un eventuale mutuo dello Stato a favore della ricostruzione. A tutela dei cittadini non sarebbe opportuno intervenire senza precise garanzie di rientro finanziario e calmierazione degli interessi richiesti, qualora ad anticipare fossero chiamati gli istituti di credito, a supporto delle imprese interessate. La ricostruzione dell'Aquila è un complesso e delicato ecosistema che deve garantire sia i cittadini beneficiari di contributo che gli operatori che vi lavorano. L'Aquila non può e non deve essere scambiata per l'albero delle opportunità personali - prosegue Di Stefano - è ora semmai di interrogare l'Usra sulle motivazioni per le quali, a un anno dalla scadenza di presentazione delle schede parametriche, queste siano state valutate solo per l'asse centrale della città e per una piccolissima porzione di Onna». Di Stefano chiede chiarezza sul ruolo di Aielli. E sollecita un intervento del governo. Sulla stessa lunghezza d'onda le dichiarazioni del sindaco Cialente: «Aielli non conosce gli aspetti politici della vicenda, che stiamo trattando con il governo. L'ufficio per la ricostruzione è un organo tecnico del Comune e deve limitarsi alle proprie competenze, senza entrare nel merito delle valutazioni politiche. Auspichiamo che a Roma si stringano i tempi per costituire la task force che curerà la ricostruzione in tutti i suoi aspetti». E a suffragare la tesi secondo la quale le idee di Aielli, sulla ricostruzione dell'Aquila e del cratere, non collimano con quelle del Comune dell'Aquila, c'è la lettera inviata ieri dal sindaco Cialente al responsabile Usra: «Le linee di intervento disposte da Aielli sulla ricostruzione sono differenti da quelle adottate dalla giunta. Vanno applicate quelle stabilite dal Comune, come messo nero su bianco».


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