News del 24/06/2013
Ricostruzione, Ricci invoca la svolta
Il neo presidente regionale Ance: sempre più imprese edili abruzzesi negli appalti

Il quotidiano Il Centro ha pubblicato un articolo nel quale il nuovo presidente regionale dell'Ance affronta il tema della ricostruzione dal punto di vista delle aziende abruzzesi. Lo riportiamo integralmente.

 

L'AQUILA. «Le imprese abruzzesi vanno pienamente coinvolte nella ricostruzione post-terremoto. Hanno tutti i requisiti per poterlo fare. L'Ance lavorerà per questo: abbiamo già un pacchetto di proposte da presentare agli attori principali del processo di rinascita del territorio colpito dal sisma». Ha le idee chiare il neo eletto presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) d'Abruzzo, Enrico Ricci. Forte della sua esperienza nella gestione associativa (è stato presidente dell'Ance dell'Aquila, membro del Comitato di presidenza dell'Ance nazionale e del consiglio direttivo della Carispaq) guarda con occhio attento al futuro. Per il prossimo triennio avrà in mano le redini dell'associazione costruttori, in una fase complessa sia per le spinte di ammodernamento dell'ente che per una crisi del settore mai registrata dal dopoguerra ad oggi e che non sembra vicina alla conclusione. Tutto ciò nonostante la ricostruzione, «che dovrà necessariamente determinare la ripresa dell'industria delle costruzioni e dell'economia della regione nel suo complesso». Architetto e imprenditore di Castel di Sangro, il nuovo presidente Ance è stato eletto per acclamazione il 20 giugno. Subentra ad Antonio D'Intino, in scadenza di mandato. «L' impegno prioritario sarà quello di favorire in ogni modo lo sblocco del settore delle opere pubbliche e delle costruzioni più in generale - ha sottolineato il neo presidente ricordando - la grave crisi che investe un settore, quello edile, che muove in Abruzzo il 13% del Pil e che conta 40mila occupati. La ricostruzione è il tema principale delle nostre battaglie. Rappresenta per le imprese abruzzesi una grande occasione di crescita e di rilancio per l'economia territoriale che non ha molte alternative». Ricci auspica una maggiore partecipazione delle imprese locali al meccanismo complesso degli appalti «che risulta, in alcuni casi, incongruente. In alcuni affidamenti di incarichi per la ricostruzione i requisiti richiesti sono nettamente superiori alla portata dell'intervento: il che esclude ditte locali altamente qualificate. Del resto la ricostruzione non è solo quella fisica, ma del tessuto socio-economico. Le imprese abruzzesi sono in grado di reinvestire sul territorio, dare occupazione e mettere in moto un circolo virtuoso che si traduce in una crescita economica. Stiamo elaborando una serie di proposte che illustreremo ai principali attori della ricostruzione e agli enti coinvolti, nel tentativo di rimettere in moto un settore che nonostante il sisma è gravato da una profonda crisi». Non solo ricostruzione. Ricci annovera, tra i punti critici da affrontare, le opere pubbliche, i cavilli burocratici e amministrativi, il tema del fisco e l'accesso al credito. «Siamo davanti a un cambio epocale - ha evidenziato - che richiede un ripensamento nella gestione della pubblica amministrazione e dei mercati. L'edilizia contemporanea ha già fatto proprio il concetto di limitare il consumo di suolo, da cui scaturiscono nuove politiche di riuso, riqualificazione e restauro. Vogliamo occuparci anche di questi temi, declinati con nuove competenze e innovazioni, attraverso l'intensificazione del dialogo sul territorio con istituzioni, l'università, gli enti di ricerca e formazione». La nuova filosofia dell'Ance identifica i cantieri della ricostruzione come «laboratorio di scambio tra il mondo del lavoro e quello della formazione e della ricerca. A questo proposito pensiamo al Salone della Ricostruzione come momento di sintesi e promozione sempre più qualificato ed internazionalizzato per gli operatori del settore edile, per le aziende e gli imprenditori» afferma Ricci, che invita a fare quadrato intorno al progetto di rinascita dell'Aquila e dei comuni del cratere. «L'elemento strategico per un programma così ambizioso è la coesione - conclude il presidente dell'Ance - su questo intendo improntare la mia azione alla guida dell'associazione e nel dialogo fondamentale con i nostri interlocutori esterni».

 


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