News del 27/10/2015
Ricostruzione. Legge di stabilità, ci sono 3,89 miliardi
Il governo Renzi sembra considerare terminabile la ricostruzione per il 2020

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

L'AQUILA. Il governo Renzi conferma gli impegni sull'Aquila in materia di ricostruzione post-sisma e inserisce nella legge di stabilità, di prossima approvazione, 3,89 miliardi di euro per gli anni 2016, 2017 e 2018, impegnati per competenza e già predisposti anche per cassa, ovvero per diventare contanti al momento opportuno. Altri 1,8 miliardi sono previsti tra il 2019 e il 2020, ma il «nocciolo» di una finanziaria ha valore triennale e quindi quei numeri del futuro lontano cominceranno a divenire di maggior interesse soltanto tra 12 mesi. Queste le cifre che si leggono nella tabella E allegata alla legge, contraddistinta dal tipico hashtag renziano, stavolta denominato «#italiacolsegnopiù». Nella parte introduttiva L'Aquila è citata tra gli «importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi pluriennali». Nel corpo della tabella poi, all'interno della missione 19 denominata «Casa e assetto urbanistico», viene disposto il «rifinanziamento della ricostruzione nei comuni interessati dal Sisma Abruzzo». I numeri nel dettaglio sono questi: 1,097 miliardi nel 2016, 1,297 nel 2017 e 1,497 nel 2018. Spiccano anche 706 milioni di residui di impegni precedenti. Da notare che avendo previsto l'ultimo finanziamento nel biennio 2019-2020, il governo Renzi considera realisticamente terminabile la ricostruzione allo scoccare del secondo decennio degli anni Duemila, con 12 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma comunale che vede il traguardo di massima nel 2021. Fin qui i numeri vorticanti sulla carta, da trasformare poi in fondi reali e tangibili da inserire nei conti correnti. Prima di parlare di «promesse mantenute» sarà meglio aspettare che la legge passi intonsa al vaglio delle due Camere, ma al momento è stata ribadita, e anzi, rivista al rialzo grazie ai residui, la dotazione che era stata annunciata quasi un anno fa, il 3 novembre 2014, nella «conferenza stampa dei miracoli» della classe dirigente di centrosinistra, quando erano stati sbandierati 6,2 miliardi di euro di risorse per concludere il difficile processo di rinascita post-sisma. Di questi, 1,1 residui e 5,1 di nuovi stanziamenti. Delle novità, 2,2 erano per il triennio 2015-2017, soldi sicuri, e 2,9 per gli anni successivi. Ora il 2015 è uscito dal conto e ci è entrato il 2018 e il totale si alza, appunto, a quasi 4 miliardi. Un'ultima curiosità: la legge rifinanziata con fondi freschi è il «decreto Emergenze» del governo Monti (dl 43/2013). Ci sarebbero anche altri fondi, poco più di 100 milioni l'anno, a rifinanziare il vecchio «decreto Abruzzo» del governo Berlusconi (dl 39/2009).


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