News del 27/04/2019
Ricostruzione 2009, ecco la rivoluzione per le seconde case
Si potranno vendere prima dei due anni ma sono ristrutturate solo le parti comuni

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. Novità importanti in arrivo per la ricostruzione dell'Aquila e, soprattutto, dei piccoli comuni. Nella legge di conversione del decreto Sblocca cantieri, contenente già alcune misure riguardanti il terremoto aquilano, potrebbe essere inserita un'ulteriore norma, che darà facoltà ai proprietari delle seconde case interessati a disfarsene di vendere le proprie abitazioni anche prima della conclusione dei lavori, proprio come avviene per il cratere del terremoto del Centro Italia. Ad annunciarlo è Raffaello Fico, coordinatore dell'Usrc, l'Ufficio speciale che sovrintende alla ricostruzione dei 56 comuni del cratere 2009. «Ne ho già parlato con il sottosegretario alla ricostruzione Vito Crimi - spiega Fico - che è d'accordo a uniformare e rendere omogenee il più possibile le procedure». LA MISURA. La ratio alla base della nuova misura è di favorire la rinascita socio-economica dei borghi. Com'è noto, infatti, nei piccoli paesi c'è un'elevatissima incidenza di seconde e anche terze abitazioni, molte delle quali sono destinate a rimanere vuote perché i proprietari, che normalmente le usavano solo per pochi giorni all'anno, non hanno intenzione di tornare a risiedervi stabilmente. Questo patrimonio immobiliare rischia di diventare solo un costo, sia per i proprietari (che sulle seconde case devono comunque pagare l'Imu e le altre tasse), che per lo Stato, che sta spendendo decine di milioni per ricostruire edifici condannati, nella maggioranza dei casi, a rimanere disabitati. Consentire la compravendita, ovviamente a prezzi più che calmierati, anche prima della fine dei lavori (attualmente la normativa prevede che una casa appena ricostruita non possa essere venduta prima di due anni), potrebbe rendere appetibili quelle abitazioni a persone che vogliano invece andare a vivere nei piccoli paesi. La nuova norma, garantendo il 100% del rifacimento delle parti comuni, consentirebbe comunque di ricostruire integralmente gli aggregati dei centri storici. Dando ai proprietari la facoltà di vendere, li esenterebbe però dal compartecipare al costo di ricostruzione, che per le seconde case è del 20% dell'importo totale delle lavorazioni per finiture e impianti interni. FARE RETE. «Come Usrc - spiega Fico - vogliamo essere di supporto ai Comuni non solo per il recupero fisico dei paesi, ma anche per trovare soluzioni per il loro sviluppo economico futuro. La nuova norma va in questa direzione. Da questo punto di vista credo che sarà opportuno, un domani, ripensare anche la programmazione dei fondi del 4%, considerando la possibilità di finanziare progetti ampi, di area vasta, che incentivino i Comuni a mettersi in rete. Non escludo, da questo punto di vista, di istituire all'interno dell'Usrc un Centro di competenza per lo sviluppo e di far ricorso anche a delle competenze esterne, a eccellenze che abbiano già maturato esperienza altrove». LE ALTRE NOVITÀ. Altre misure normative di cui Fico ha parlato con Crimi riguardano la riorganizzazione interna dell'Usrc e il personale. La soppressione degli Utr, voluta dall'ex sottosegretario alla ricostruzione Paola De Micheli, è rimasta una riforma incompleta, perché le competenze degli uffici sono state assorbite dall'Usrc ma il personale è rimasto distaccato. Gli Utr sono diventati di fatto dei semplici sportelli, in alcuni casi sottoutilizzati. L'Usrc avrebbe bisogno come il pane di quei lavoratori, avendo perso circa il 30% dei propri dipendenti (che si sono trasferiti altrove dopo aver vinto altri concorsi). Un provvedimento al quale si sta pensando è di far rimanere aperti alcuni dei vecchi Utr solo un paio di giorni a settimana e solo per attività di front office e di dirottare il personale, nei giorni restanti, a Fossa, a smaltire le pratiche. E sempre nell'ottica di velocizzare le istruttorie, Fico propone di delegare l'approvazione dei Sal (Stato avanzamento lavori) ai Comuni, in modo che l'Usrc possa dedicarsi alla revisione dei progetti.


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