News del 14/12/2017
Ricostruzione 2009. «Lavori pubblici: 600 milioni bloccati»
L'Ance boccia il codice degli appalti: norme lumaca

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. Bene la ricostruzione privata con oltre il 50% dei lavori già eseguiti, male quella pubblica «paralizzata da un codice degli appalti che rappresenta un percorso a ostacoli». Ha esordito così, all'assemblea di fine anno che si è tenuta ieri sera al resort Magione Papale, il presidente provinciale dell'Ance, Ettore Barattelli, che però ha più volte definito «virtuoso» il processo della ricostruzione dell'Aquila. «Abbiamo avviato un'azione di monitoraggio sugli enti appaltanti riguardante lo stato dei lavori e delle progettazioni - ha continuato Barattelli davanti a una folta platea di imprenditori e manager, ma anche di amministratori (presenti tra gli altri i sindaci dell'Aquila, Avezzano e Sulmona) - Il sostanzioso numero di opere pubbliche ancora in fase di progettazione o programmazione è un dato allarmante considerato che gli importi risultano già finanziati. Sono 600 i milioni che le stazioni appaltanti hanno in cassa per la ricostruzione di edifici pubblici. Sarebbe bene l'attivazione di una task-force - ha suggerito il presidente dell'Ance - per accelerare le gare d'appalto del Comune e delle altre stazioni appaltanti locali. Abbiamo chiesto di poter disporre di funzionari dei Provveditorati alle opere pubbliche di tutta Italia. Funzionari da poter trasferire in missione all'Aquila, magari ospitati negli alloggi del Progetto Case, per poter dare impulso alle gare d'appalto». Uffici che devono tornare in centro, ma non solo. Barattelli ha citato anche la situazione di stallo in cui versa la ricostruzione delle chiese. Un argomento caro all'arcivescovo Petrocchi, anch'egli tra i presenti. Quindi qualche buona notizia, a cominciare dall'anticipazione del 20% dell'importo contrattuale da corrispondere all'appaltatore che viene estesa anche agli interventi della ricostruzione privata dell'Aquila. «Una norma che va a sanare quella crisi di liquidità che molte delle nostre imprese hanno avuto operando sui lavori post-terremoto. Ora puntiamo a far applicare lo stesso provvedimento anche negli altri comuni del cratere - ha spiegato Barattelli - e non è un caso il conferimento alla nostra Ance del coordinamento del tavolo nazionale per i terremoti in Italia». Quindi «il cambio di passo per le pratiche sotto un milione di euro. Ringrazio il sindaco Biondi per aver creato una task-force di 12 persone che sta azzerando il problema dei pagamenti arretrati relativi agli stati di avanzamento lavori». Poi di nuovo un passaggio sul processo virtuoso della ricostruzione. «Questo terremoto - ha detto Barattelli con accanto i vicepresidenti territoriali Walter Rosa, Marco Tirimacco e Roberta Palermini - è quello che è costato meno alle casse dello Stato. Qui sono stati spesi, e direi bene, 5 miliardi, e altri 3 sono quelli ancora da spendere». E ancora, la situazione «incandescente dell'ufficio sisma di Sulmona risolta, anche grazie al nostro intervento, con l'integrazione di personale tecnico reperito attraverso bandi e da Abruzzo Engineering». Infine le donazioni. «Cinque i milioni lasciati dalle imprese della ricostruzione al territorio. Di questi, 700mila euro sono usciti dalle casse dell'Ance. Ci farebbe piacere - ha chiuso Barattelli - che questo processo virtuoso possa contagiare anche altri settori». Sin qui il presidente. Poi Adolfo Cicchetti, presidente di Edilconfidi, ha annunciato per l'anno in scadenza un utile di circa 40mila euro, analogo a quello dell'anno precedente. E poi i dati della Scuola edile. Il presidente Gianni Cirillo ha parlato di 4mila allievi formati e di 380 imprese coinvolte. Diecimila gli operai al lavoro nella provincia registrati alla Cassa edile, 500 in meno del 2016.


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