News del 21/04/2016
Progetto Case. Crollo balconi, sequestrati 18 milioni

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. Il giudice toglie i soldi, erogati ingiustamente, alle tre imprese accusate per il crollo del balcone al Progetto Case di Cese di Preturo e di altri scandali connessi alla realizzazione dei quartieri antisismici. La Procura infatti, nell'ambito dell'inchiesta avviata già da mesi con 37 indagati, ha ottenuto dal gip il sequestro di 18 milioni ai danni di queste ditte campane ritenute responsabili dello scandalo circa le modalità di costruzione e l'uso di materiali scadenti. Si tratta della Iter gestione appalti, della Sled e della Vitale costruzioni, tutte raggruppate nell'Ati "Futuraquila" cui è contestato l'ingiusto profitto. L'illecito amministrativo poggia sulla truffa ai danni dello Stato contestata ai titolari di queste imprese. Si tratta di Francesco Tuccillo amministratore della Iter gestioni e appalti, Carlo De Angelis Mastrolilli amministratore della Sled, Davide Dragone, amministratore della Vitale costruzioni, Wolf Chitis, presidente del Cda di Futuraquila, e Carmine Guarino, direttore del cantiere di 22 piastre antisismiche nei siti di Cese di Preturo, Sassa, Coppito 2, Arischia, Collebrincioni. Queste persone sono tra le 37 che mesi fa sono state raggiunte da avviso di conclusione delle indagini. Tutti e cinque sono originari della Campania. Il provvedimento è stato chiesto dal pm Roberta D'Avolio e firmato dal gip Gargarella. L'ordinanza è stata eseguita dopo le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza diretto dal tenente colonnello Sergio Aloia. Le ditte nel mirino, contrariamente a quanto in un primo momento si era ipotizzato, risultano regolarmente operative. Di questo provvedimento non fa parte la Safwood, società piacentina fornitrice di legno scadente. Le indagini hanno appurato che i materiali impiegati non erano conformi alle norme e prescrizioni. Più in particolare i materiali, ossia gli elementi strutturali in pannello multistrato utilizzati dalla Futuraquila per realizzare i solai, erano privi di collante, cosa che ha causato la riduzione di resistenza e di tenuta nel tempo delle strutture. Le attività investigative hanno accertato che la società fornitrice del materiale alla Futuraquila aveva conseguito un mero attestato di origine che certificava la provenienza del materiale da uno stabilimento a Konskie (Polonia); un'attestazione che, sebbene identificasse lo stabilimento di produzione, non certificava l'idoneità del materiale prodotto agli usi cui era destinato. Queste e altre certificazioni hanno indotto in errore la presidenza del Consiglio dei ministri ad erogare la somma di 18.145.778,49 euro a Futuraquila, che in tal modo ha avuto un ingiusto profitto, pari a tale somma, in danno della pubblica amministrazione. Le perizie della Procura, che per l'altra parte di indagine si affida al Nipaf della Forestale, sono impietose sulle modalità costruttive in relazione al balcone crollato a Cese di Preturo. «Il balcone era stato realizzato in difformità del progetto - si legge negli atti - consentendo l'installazione di pannelli in fibrocemento intorno al balcone stesso che non permettevano la traspirabilità della struttura. La posa in opera della struttura lignea era priva di una guaina con isolante, idoneo a proteggerla dagli agenti atmosferici e dall'umidità. Lungo il perimetro esterno del balcone è stata installata una ringhiera metallica che favoriva l'infiltrazione di acqua». Per non parlare poi della qualità del legno. Il materiale fornito non è assimilabile alla tipologia richiesta. Nell'indagine, che coinvolge altre 32 persone, si ipotizzano a vario titolo anche altri reati che vanno dalla frode, alla turbativa d'asta, al falso. Contestato il danno patrimoniale di rilevante entità e di avere agito «approfittando delle circostanze di tempo e di luogo». Ovvero il terremoto.


www.abruzzo.cgil.it ~ info@abruzzo.cgil.it