News del 07/07/2015
Post sisma. Personale, rivoluzione tra proroghe e nuovi concorsi
Il disegno di legge della Pezzopane riordina il comparto

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

Il disegno di legge della senatrice Pezzopane prelude a una vera rivoluzione nell'organizzazione del personale che lavora nell'ambito della ricostruzione. L'articolo 33 del provvedimento ridisegna profondamente gli assetti, proroga i precari, prevede possibilità di nuovi concorsi e stabilizzazioni. Tutto il «comparto» è ovviamente in ebollizione: una manovra di questa portata era difficilmente attesa. Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe accadere. LA SITUAZIONE. Intanto la fotografia dell'esistente: dal famoso «concorsone» Ripam sono usciti 128 dipendenti a tempo indeterminato in forza al Comune e 50 equamente divisi tra i due uffici speciali. Con un piccolo grande handicap: non sono ancora parte integrante delle effettive piante organiche degli enti, allargate in deroga dalla legge Barca fino al 2021 (con assorbimento previsto dal 2019). Che succederà poi? Al momento i 128 non godono del trattamento integrativo di cui hanno diritto i dipendenti comunali. A questi si aggiungono i precari: i 50 del «concorsino» (assunti per titoli e colloquio) negli uffici speciali e i cinquanta del Comune che hanno beneficiato finora delle proroghe. I PROVVEDIMENTI. Il ddl Pezzopane prevede innanzitutto la possibilità di prorogare questi contratti fino al 2018 e di reperire anche tre figure dirigenziali, in deroga ai limiti previsti sul contenimento della spesa pubblica. Contemporaneamente saranno attivate procedure di stabilizzazione. Al comma 6 è prevista la possibilità, per il Comune, di indire concorsi con riserva di posti fino al 50% per chi, negli ultimi cinque anni, ne abbia almeno tre di servizio con contratto a tempo determinato alle dipendenze dell'amministrazione. E' prevista anche la possibilità di concorsi senza riserva. C'è di più. Qualora dovessero essere necessarie nuove assunzioni (sempre per la ricostruzione), il ddl prevede la proroga della validità delle graduatorie del «concorsone» per altri due anni. Da quelle si potranno attingere contratti a tempo determinato. VIA DALLA CITTÀ. Un altro fattore importante che riguarda la riapertura della mobilità: chi è stato assunto con il «concorsone» può trasferirsi ad altra amministrazione: al suo posto potrà essere chiamato un altro lavoratore a tempo determinato. Quali sono i rischi di tutta la manovra? Innanzitutto gli assunti del «concorsone» rischiano di ritrovarsi esclusi dalla pianta organica che potrà essere integrata dal 2019. Questo perché i concorsi e le stabilizzazioni potrebbero ingolfare il serbatoio ancora di più. E poi cosa sarà dei precari ulteriormente prorogati per altri tre anni? E ancora: la riapertura della mobilità potrebbe produrre la «fuga» dall'Aquila che Barca aveva evitato con il blocco sancito dalla legge. Il meccanismo, in ultimo, sembra poter favorire un ricambio vorticoso. Quanto utile, non si sa.


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