News del 10/11/2015
Poli della ricerca sulla vista, ora il traguardo è vicino
Risorse cospicue e accordo già firmato, Cauti soddisfatto

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

L'AQUILA. L'Abruzzo punta a diventare «regione della vista» attraverso la creazione di un polo di eccellenza nel campo della ricerca oftalmologica. Non si tratta di un volo pindarico ma di un accordo già sottoscritto tra Regione, Dompé, università D'Annunzio e Capitank, il polo di innovazione che conta 56 soci, tra cui grandi e piccole imprese, centri di ricerca, le tre università abruzzesi. Sul piatto ci sono risorse cospicue, gran parte delle quali, almeno in fase iniziale, provenienti dal famoso 4% dei fondi della ricostruzione post sisma da destinare allo sviluppo. Al momento, come spiega il direttore di Capitank, Ercole Cauti, si parte da una base di almeno una ventina di milioni, che servirà da start-up nel tentativo di attrarre nuovi fondi, soprattutto europei. I cardini del progetto sono due eccellenze in questo campo già presenti sul territorio: l'università D'Annunzio con il centro di ricerca oftalmologica diretto dal professor Leonardo Mastropasqua, e il colosso farmaceutico Dompé, che ha un importante stabilimento all'Aquila e che conferma gli ottimi rapporti con la Regione già esplicitati nella nomina a presidente del Tsa di Nathalie, figlia del patron Sergio. Che cosa farà, in concreto, il centro? Intanto non ci saranno sedi ex novo. «Le strutture ci sono, c'è Dompé e c'è il centro di ricerca di Chieti - dice Cauti - Non faremo edifici nuovi. Il personale? Abbiamo bisogno di imprese e ricercatori, potenziando l'esistente. Stime non ne facciamo, possiamo solo dire che c'è un interesse mondiale. L'obiettivo è far qui le cose che oggi già si fanno in altre parti del mondo». «Le due eccellenze preesistenti - spiega Cauti - con il "cappello" di Capitank e la regia della Regione, si sono messe insieme con tre obiettivi: formare personale altamente qualificato, fare ricerca in ambito biotecnologico per produrre farmaci, creare le condizioni per attrarre cervelli, investitori e start-up innovative da tutto il mondo. Ci sono già progetti cantierabili e finanziabili. Dompé per esempio sta già lavorando a un farmaco per le patologie della retina». L'altro nodo riguarda L'Aquila. Qualcuno teme che i fondi per il sisma possano finire altrove. «Neanche un euro uscirà dal cratere sismico - replica Cauti - La sede operativa e legale sarà dentro Dompé, che è il socio principale. I soldi del cratere sismico li spenderemo all'Aquila: tentiamo di attrarre altri fondi europei da destinare anche ad altre aree della regione».


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