News del 30/10/2018
Open data ricostruzione 2009: nel cratere stanno operando 3.248 aziende capofila con un numero medio di 5 lavoratori al mese

Articolo pubblicato dal quotidiano online News-town.it

 

Open Data Ricostruzione è la banca dati che ha reso disponibili, trasparenti e accessibili, su un'unica piattaforma, tutti i numeri, le cifre e le informazioni riguardanti la ricostruzione post terremoto, dall'emergenza ai giorni nostri; il progetto di ricerca è curato dal Gran Sasso Scienze Institute in collaborazione con l'Università dell'Aquila, il Comune, gli Uffici Speciali per la ricostruzione e ActionAid. Il sito è un vero e proprio strumento di trasparenza che permette la consultazione, per singolo intervento, di tutte le risorse impiegate nel dopo terremoto: dall'emergenza post-sisma alla ricostruzione edilizia pubblica e privata. Uno strumento utilissimo di cui già ci siamo serviti in passato e che offre ulteriori spunti di riflessione.

Esaminando la sezione dedicata alla ricostruzione privata, infatti, sono stati aggiunti alcuni dati interessanti sulle imprese e i lavoratori coinvolti nel cratere. Ebbene, ciò che si evince è che le aziende capofila che hanno operato e stanno operando nel cratere al 30 settembre 2018 sono 3.248, con un numero medio mensile di lavoratori occupati che si ferma a 5 unità; inoltre nei cantieri il numero medio di operai è di 4.4 unità. Numeri che dovrebbero far riflettere.

Nota metodologica: l'elenco delle aziende è formato da quelle indicate nelle singole pratiche; per ciascuna impresa sono indicati il numero di interventi e gli importi, parliamo della somma degli importi finanziati delle pratiche di cui l'azienda è capofila e non degli effettivi importi percepiti. I dati ufficiali relativi ai lavoratori impegnati nella ricostruzione invece sono quelli dell'Osservatorio dei flussi di manodopera costituito presso la Prefettura dell'Aquila. L'Osservatorio ha come principale fine lo scambio di informazioni fra i soggetti attivi nella prevenzione e nel contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nei cantieri edili. All'Osservatorio partecipano, oltre alla Prefettura, i sindacati degli edili, le casse edili e gli organi ispettivi.

E dunque, partendo dalle aziende, il 27,3% ha sede legale a L'Aquila (887 su 3.248) e cuba il 38,7% dei finanziamenti, pari a 1.889.400.777 euro, il 44,5% invece ha sede fuori dal Comune capoluogo e ha avuto lavori per 2.853.802.824 euro, il 58,4% del totale. Di 916 aziende, il 28,2%, al momento non si conosce la sede legale: sappiamo però che hanno cubato il 3% dei finanziamenti, circa 145 milioni. Oltre alle 887 imprese che hanno sede legale a L'Aquila ve ne sono altre 925 che provengono da altri comuni abruzzesi, inoltre se ne contano 241 che hanno sede nel Lazio, 55 in Umbria, 50 nelle Marche, 43 in Campania, 25 in Veneto e 18 in Molise.

Suddividendo geograficamente le imprese per finanziamenti ricevuti, alle 'abruzzesi' sono andati lavori per 3.162.183.000 euro, con le aziende laziali che seguono con 753.396.000 euro; curioso poi il caso delle realtà edili con sede legale in Emilia Romagna, che pur essendo soltanto 13 hanno avuto cantieri per 160.265.000 euro.

Andando ai lavoratori impiegati nel cratere, a giugno 2018 erano 3.782, con un trend che nel corso dei mesi (le rilevazioni partono dal marzo 2015) è rimasto più o meno costante: a maggio 2018 erano 3.977, ad aprile 3.639, a marzo 3.470. Stante la naturale flessione nei mesi più rigidi dell'anno, a gennaio in particolare, il minimo storico si è registrato appunto nel gennaio 2017, con 3.256 operai impiegati; il numero più alto di occupati invece risale all'ottobre 2016, con 4.635 operai al lavoro.

In media i lavoratori stranieri sono il 38%.

Sfogliando il dato del numero medio mensile di lavoratori impiegati per azienda si contano 1.237 imprese (il 54,4%) che occupano al massimo 3 operai, 453 (il 19,9%) che hanno tra i 3 e i 5 operai al lavoro nei cantieri, 370 aziende (il 16,3%) con un dato che si attesta tra i 5 e i 10 lavoratori, 142 (il 6,2%) che ne occupa tra i 10 e i 20, 53 imprese (il 2,3%) che registra tra i 20 e i 50 operai e 19 aziende (lo 0,8%) che contano più di 50 operai. Per farla semplice, il 90,6% delle imprese impegnate nel cratere ha un numero medio mensile di lavoratori impiegati che non supera le 10 unità.

Un dato speculare al numero medio mensile di lavoratori impiegati nei cantieri: in 1.392 cantieri (il 45,5% del totale) lavorano in media meno di 3 lavoratori al mese, in 858 cantieri (il 28,1%) tra 3 e 5, in 618 (il 20,2%) tra 5 e 10, in 157 (il 5,1%) tra 10 e 20 e in 30 cantieri (l'1%) tra 20 e 50 operai al mese. Significa che nel 93,8% dei cantieri lavorano, in media, meno di 10 operai al mese.

Ma quali sono le aziende che hanno ottenuto il maggior numero di interventi? In testa alla speciale classifica c'è la SIMA Costruzioni srl, con 258 interventi per un totale richiesto di 35.841.067 euro, con una media di lavoratori impiegati che dal marzo 2015 si attesta a 23,05 al mese. Seguono l'impresa edile Ciotti Carlo, con 239 interventi per un totale richiesto di 11.815.557 euro (non è disponibile il numero di operai impiegati) e l'azienda I Platani srl, 239 interventi per un totale richiesto di 67.702.424 euro e un numero di lavoratori mensili di 21,82 unità. Al quarto posto la Domus F.lli Gizzi srl, 220 interventi per un totale richiesto di 29.666.011 euro e una media di 8 operai al mese impiegati. E poi la Aterno Costruzioni srl, con 217 interventi per un totale richiesto di 37.118.309 euro e una media mensile di operai occupati che supera le 100 unità.

Ovviamente la classifica cambia, e radicalmente se si mettono in fila le aziende che hanno ottenuto il maggior importo finanziato, segno che si sono aggiudicati le lavorazioni più onerose. Ebbene, svetta la Cingoli Nicola e Figlio srl, con 47 interventi che hanno cubato però 156.030.435 euro e una media di operai impiegati mensilmente che supera le 105 unità. Segue Taddei spa con 138 interventi per 151.823.146 euro e una media di 51,95 operai impiegati. E ancora il consorzio Di Vincenzo & Strever con 72 interventi per 144.391.300 euro e una media di 53,45 lavoratori. L'impresa Mancini srl con 30 interventi ha cubato 81.605.854 euro e impiega in media 79,83 operai al mese. Chiude la cinquina la Acmar scpa, con 10 interventi per 70.703.926 euro e una media di 17,11 lavoratori impiegati ogni mese.

 

Il caso studio: giugno 2018

 

Nel giugno 2018 erano registrati al lavoro per la ricostruzione del sisma aquilano 3.718 lavoratori in 833 interventi, distribuiti su non meno di 543 cantieri con 389 imprese coinvolte. E' la fotografia scattata dall'Osservatorio dei flussi di manodopera costituito presso la Prefettura dell'Aquila e presentata in occasione del recente Festival della partecipazione. Il documento è stato realizzato, sulla base di un progetto proposto dal Comitato scientifico del Festival della partecipazione in collaborazione con il Forum Diseguaglianze e diversità, dalle organizzazioni sindacali Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil dell'Aquila, con il supporto del Gran Sasso Science Institute. I grafici e le tabelle prodotte mostrano il numero di cantieri attivi con il numero di lavoratori impegnati, la nazionalità dei lavoratori e il numero di ditte impegnate secondo l'area geografica di provenienza.

Per quanto riguarda la composizione della forza lavoro, si conferma la prevalenza di lavoratori di nazionalità italiana (il 65%). Per quanto riguarda la provenienza delle imprese, tenendo conto della sede legale, si ha una larga maggioranza di imprese con sede legale all'Aquila (il 74%), le imprese con sede legale in Abruzzo (escluso il capoluogo) sono invece il 10%, mentre le imprese con sede legale in Italia e fuori dall'Abruzzo sono il 14%.

Riducendo l'analisi ai soli 543 cantieri identificati, con 3.171 lavoratori coinvolti, i dati mostrano la distribuzione dei cantieri per numero di lavoratori e imprese. La dimensione dei cantieri in termini di lavoratori impegnati appare modesta: il 62% dei cantieri non ha più di 5 lavoratori, mentre sono solo 13 i cantieri con più di 20 addetti. In media i cantieri appaiono più piccoli (5,8 lavoratori per cantiere) dei cantieri di tutte le imprese edili della provincia dell'Aquila, con circa 7 lavoratori per cantiere. Modesta è anche la compresenza di più imprese nello stesso cantiere: il 76% dei cantieri vede all'opera una sola impresa, solo 14 (il 3%) sono i cantieri dove operano 4 o più imprese.

Alla modesta dimensione dei cantieri corrisponde una modesta dimensione delle imprese, sempre in termini di numero di addetti. Questa può essere rilevata con riguardo al complesso delle imprese edili e dei lavoratori coinvolti, rispettivamente 389 e 3.718. Una larga maggioranza di imprese (oltre il 75%) ha un numero di lavoratori impegnati non superiore a 10, con una frazione pari al 56% che impegna meno di 5 lavoratori. Quest'ultimo dato segnala una dimensione delle imprese coinvolte nella ricostruzione superiore alla media della provincia dell'Aquila, pari (per la stessa soglia dimensionale) al 77%.

 

 


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