News del 09/06/2014
Legnini: «Piano in cinque mosse per far rinascere L’Aquila»
I Comuni hanno pieno potere, gli uffici speciali sono di supporto

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

È un piano in cinque mosse quello messo a punto dal sottosegretario con delega alla ricostruzione, Giovanni Legnini, e condiviso con tutti gli attori istituzionali, sindaci in primis, e sociali, compresi parlamentari e associazioni. Cinque asset dunque: la governance, «che funziona bene» e che a giorni sarà implementata con la struttura tecnica di missione; i fondi, con la ricerca di un'adeguata copertura fino a fine anno e poi, soprattutto, di un meccanismo stabile di finanziamento (senza alcun piano segreto evocato in questi giorni, semmai cercando di superare i vincoli di bilancio italiani ed europei), un pacchetto normativo che aumenti efficienza e trasparenza delle procedure, soprattutto nella ricostruzione privata; la fiscalità, per risolvere il «conflitto» aperto con l'Europa in tema di restituzione delle tasse; infine un programma «più ambizioso» per lo sviluppo, in corso di stesura, da condividere con la Regione dove ora siede l'alleato D'Alfonso. Una strategia da perseguire con «ordine e determinazione», come afferma il sottosegretario in questa ampia intervista che supera idealmente scontri e divisioni che hanno segnato il dibattito degli ultimi tempi (in particolare il nuovo scontro tra il sindaco Cialente e il capo dell'Ufficio speciale Aielli) e individua soluzioni precise per la rinascita della città e del suo comprensorio. Legnini, come valuta le polemiche di questi giorni tra Comune e Ufficio speciale? «L'assetto istituzionale della governance è stato definito per legge nel 2012 e funziona bene. Il governo, oltre all'attività normativa, ha il compito di garantire e programmare l'utilizzo delle risorse e di coordinare un'attività molto onerosa e complessa, avvalendosi della Ragioneria dello Stato per i profili finanziari e della struttura tecnica di missione che sarà operativa a giorni per quelli tecnici. Gli uffici speciali non hanno poteri sostitutivi né interdittivi. Non sono sovraordinati ai Comuni che sono pieni titolari dei poteri della ricostruzione. Certo, gli uffici speciali hanno un ruolo importante e prezioso di supporto tecnico, che peraltro funziona grazie a chi li dirige e chi ci lavora. Tutto ciò che devia rispetto a questo assetto non va bene». Servirà precisare ancora tutto questo? «Non appena avremo ricostituito la struttura tecnica convocherò il capo che sarà nominato e i due coordinatori degli uffici speciali per chiarire tutto. Cialente ha posto un problema vero: il titolare del potere programmatorio e decisorio chi è? La risposta è: il Comune. Il sistema funziona e può funzionare ancora di più se ciascuno rispetta i propri compiti». Come sarà organizzata la struttura tecnica? «Prima c'era il Diset, il Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali. Nell'ambito della riorganizzazione delle strutture della Presidenza del Consiglio si è deciso per una struttura tecnica di missione, di supporto alle attività del governo». La dirigerà Aldo Mancurti, ex capo proprio del Diset? «Non posso dirlo, ma lo ritengo auspicabile avendo dato ampia prova di professionalità ed equilibrio». Il capitolo fondi è quello più spinoso. È vero che sono agli sgoccioli come si è sostenuto negli ultimi giorni? Quali sono le prospettive a breve e lungo termine? «In questi giorni abbiamo sbloccato 298 milioni di «cassa» che arriveranno a breve. In secondo luogo, tra fine settimana e inizio della prossima, sottoporrò al Cipe la delibera di assegnazione di ulteriori risorse: 270 milioni circa per il Comune dell'Aquila, 168 per quelli del cratere, 32 per il fuori cratere. Soldi che sono destinati all'edilizia privata. Abbiamo ancora la disponibilità di un importo significativo per altri interventi che concorderemo con sindaci e uffici statali per quanto riguarda spese obbligatorie, edilizia pubblica e sviluppo. Ci sarà una successiva delibera Cipe per tutto ciò. In sintesi avremo la risposta per alimentare le pratiche già istruite e quelle che saranno istruite fino a fine luglio». E poi cosa accadrà da quel momento? «Intanto ci tengo a dire che il flusso finanziario non si è mai interrotto, salvo qualche breve rallentamento. In corso d'anno bisogna reperire altre risorse per completare il 2014, come è da tempo noto, e poi per individuare un meccanismo finanziario stabile. Non c'è alcun piano segreto, è una cosa che non esiste. Semmai è in corso una difficile ma necessaria ricerca di soluzioni. Le ipotesi in campo sono più di una, sindaci e altri protagonisti sono costantemente informati. Dobbiamo confrontarci anche con i vincoli finanziari nazionali ed europei, è una cosa che abbiamo cominciato a fare. Posso dire che non c'è mai stata una sintonia così elevata tra i vari soggetti in campo. Si fa un lavoro trasparente e collegiale». Dunque nessun piano segreto da 4 miliardi? «È una cifra che non so da dove sia stata presa». Si è molto parlato della mancata visita del premier Renzi. «Io sono impegnato a ricercare soluzioni con il ministro dell'economia e con il sottosegretario Delrio, che agisce per conto del Presidente del consiglio che è informato e interessato. In ogni caso c'è un impegno fortissimo del governo, certo che Renzi farà visita all'Aquila». La vittoria elettorale di D'Alfonso semplifica le cose? È un'opportunità in più per la ricostruzione del territorio colpito dal sisma? «Di certo è una novità importante. Due sono i livelli in questi anni che non hanno esercitato appieno i poteri di cui dispongono. Uno è quello regionale, l'altro quello europeo. Dobbiamo agire su entrambi per completare il concerto istituzionale per un'impresa così importante». Come si articolerà il suo piano? «Il programma che ho condiviso con tutti gli attori della ricostruzione, compresi i parlamentari abruzzesi e le organizzazioni sociali, è chiaro e ci lavoriamo con molta determinazione. Degli aspetti organizzativi ho già detto, così come di quelli finanziari. Il terzo punto è un pacchetto normativo per accrescere efficienza e trasparenza, sottolineo in particolare la trasparenza innanzitutto della ricostruzione privata, quella pubblica le regole ce l'ha e saranno rafforzate. Quarto è il tema non ancora risolto della fiscalità, la procedura di infrazione europea. Presto avrò un nuovo confronto con la commissione. Quinto punto è un programma più ambizioso per lo sviluppo, che vorremmo condividere con la Regione».


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