News del 12/06/2013
L’Espresso domani all’Aquila per parlare di buona politica

Il quotidiano La Repubblica ha annunciato per giovedì 13 giugno l'arrivo all'Aquila del settimanale L'Espresso. Lo ha fatto spiegando che l'iniziativa coinvolgerà prima di tutto gli universitari e i giovani (ma anche la cittadinanza), le finalità dell'incontro, i suoi temi e gli ospiti che saranno presenti. L'appuntamento aquilano chiude un tour che L'Espresso ha organizzato in varie città italiane. Sulla tappa abruzzese il quotidiano pubblica l'articolo che riportiamo.

 

L'ultima tappa dei Dialoghi dell'Espresso si terrà nel capoluogo abruzzese, alle prese con una ricostruzione all'insegna dei ritardi, della burocrazia, delle manchevolezze sulle quali indaga la magistratura. Con il direttore Bruno Manfellotto, il videomaker Zoro e i giornalisti Marco Damilano, Primo Di Nicola, Fabrizio Gatti e Denise Pardo parleremo di come la politica dovrebbe rapportarsi all'interesse comune. E dopo Napoli, Palermo, Pisa, Milano, Bologna, Roma, Torino e Sassari i "Dialoghi dell'Espresso" sbarcano all'Aquila (giovedì 13 giugno, alle 18, all'Auditorium Carispaq di via Pescara 4, presso il Centro direzionale Strinella 88) per l'ultimo appuntamento della prima stagione, tutto dedicato a "La buona politica". Non sarà l'occasione per fare un bilancio di un'iniziativa entusiasmante per partecipazione e passione, ma per riflettere su un argomento che fa da sfondo e da cornice al nostro particolare viaggio in Italia. E in questo senso sia il tema dell'incontro sia la città che lo ospiterà non sono stati scelti a caso. Fin dall'inizio la nostra intenzione è stata quella di offrire ai cittadini di domani, cioè agli studenti universitari di oggi, la possibilità di incontrare protagonisti della politica, della cultura, dell'economia e le firme de "l'Espresso", cioè i cronisti che ogni settimana interpretano e raccontano ai lettori la società italiana. A maggior ragione ci siamo impegnati a farlo perché abbiamo avuto l'impressione che mai come nella stagione che viviamo le questioni più calde siano stato messe in parentesi da una prevalente crisi dei partiti e politico-istituzionale. Per questo abbiamo parlato a Napoli di inquinamento, a Palermo di imprese e di Mezzogiorno, a Bologna di cultura come impresa, a Milano di lotta alla corruzione, a Sassari di diritti negati e a Roma di laureati senza lavoro. Mancava un tassello indispensabile per chiudere il nostro tour nei problemi del Paese: il racconto di come negli ultimi vent'anni sia andata perduta la buona politica. Ne parleranno giovedì all'Aquila - insieme con il direttore Bruno Manfellotto - e pronti anche a rispondere alle domande degli aquilani firme politiche e inchiestisti de "l'Espresso": Denise Pardo e Marco Damilano, Fabrizio Gatti e Primo Di Nicola. Diego Bianchi, in arte Zoro, conduttore di "Gazebo", la trasmissione di video inchieste di Rai3, farà da contrappunto satirico agli interventi. Porteranno il saluto dell'Università Paola Inverardi e Alfio Signorelli. Interverrà anche la senatrice Stefania Pezzopane, già presidente della Provincia de l'Aquila. Fin dall'inizio, lo dicevamo, abbiamo voluto che il nostro viaggio si concludesse proprio all'Aquila. Non a caso. Dalle 3,32 del 6 aprile 2009, cioè da quella terribile scossa di terremoto che ha colpito l'Abruzzo e distrutto il centro storico della città, L'Aquila è diventata un po' il simbolo di tutto ciò che non vorremmo più vedere e di ciò che invece vorremmo cominciasse ad accadere: basta con un dopo terremoto all'insegna dei ritardi, della burocrazia, delle manchevolezze sulle quali è costretta a fare luce la magistratura; e via finalmente a un dialogo serio e continuo tra governo locale e centrale e a un'amministrazione pubblica attenta, pulita, efficiente che metta al primo posto l'interesse dei cittadini. Una buona politica, appunto.


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