News del 27/06/2013
«Ricostruzione, affare vostro»
La Ue gela Chiodi e Cialente: «Il post sisma è una questione solo italiana»

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

Si è avuta l'impressione autentica di un duello fratricida con tesi opposte tra istituzioni europee nell'audizione sulla ricostruzione dell'Aquila di ieri al Parlamento europeo. Per la Commissione Ue gli alloggi del progetto Case sono stati fatti bene, mentre per la Corte dei Conti europea i 350 milioni del Fondo di solidarietà europeo sono stati spesi violando le regole. Uno scontro istituzionale che unito alla mezza ammissione sulla necessità di capire bene che cosa voglia dire «sistemazione temporanea», consentita dal regolamento del Fondo quando si parla di riparare a un terremoto distruttivo, allontana la prospettiva di una nuova procedura d'infrazione. Sotto questo punto di vista è missione compiuta nell'audizione a Bruxelles. Da un altro punto di vista emerge però la vera natura dell'istituzione europea, che ha demandato la ricostruzione del capoluogo a «questione locale» di cui l'Italia deve occuparsi, anche se sfugge come possa farlo senza i quattrini che arrivano, guarda un po', dall'Europa. Durissima è stata infatti la conclusione della presidente dell'audizione, la europarlamentare tedesca Ingeborg Grassle, componente dell'ufficio di presidenza del gruppo Ppe: «La ricostruzione dell'Aquila è un compito nazionale dell'Italia. Non esiste un diritto alla ricostruzione a livello europeo. Il problema è grave ma lo dovete risolvere voi». Un'uscita che susciterà una marea di polemica e che stride con la realtà dei fatti, che le mazze della ricostruzione sono in mano alle istituzioni europee. Tanto da suscitare anche lo stupore del relatore, l'europarlamentare italiano del Ppe Crescenzio Rivellini. «È stata un'affermazione abbastanza dura - ha ammesso - ma dobbiamo capire all'interno dei fondi e agevolazioni che l'Europa mette a disposizione quale può essere la sinergia di tutti, sindaco, Regione, Provincia, per arrivare a superare questa burocrazia che con una parola male interpretata ti blocca e riuscire ad avere i fondi». Prima dell'audizione vera e propria si è svolta una conferenza stampa con le prime schermaglie dell'«attacco all'Europa» portate in particolare dal presidente della Regione Chiodi, che ha denunciato una «eccessiva lontananza» delle istituzioni comunitarie nel valutare alcuni fenomeni del post-sisma dell'Aquila. Su tutti, appunto, la realizzazione dei 4.500 alloggi del progetto Case, bocciata dalla Corte dei Conti europea perché non contemporanea alla tragedia e perché potrebbe portare un vantaggio economico per il Comune, contrario alla logica degli aiuti di Stato. Il sindaco Cialente, ha spiegato di avere le soluzioni per finanziare 8 miliardi di ricostruzione «ma bisogna superare i vincoli del patto di stabilità e del rapporto deficit-Pil», un riferimento alle intuizioni del guru Usa Warren Mosler, che lui stesso presenterà a Bruxelles. E in una prima risposta sulla redditività degli alloggi antisismici, Cialente ha fatto notare che i proventi di eventuali, futuri affitti andranno solo a sostenere la manutenzione ordinaria e straordinaria annua per 7,5 milioni di euro. Sempre Rivellini ha parlato dell'Aquila come di «una perla dell'Europa, una delle 20 città d'arte» e ha auspicato che «chi non è morto di terremoto non debba morire per colpa della burocrazia europea». Lo scontro sulla natura temporanea o meno delle Case resta aperto: l'esponente della Corte dei Conti durante la fase del dibattito alla fine ha detto che «si sarebbero dovuti usare altri strumenti» piuttosto che il Fondo di solidarietà per un intervento edilizio così radicale.


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