News del 07/02/2018
Zte, aperto all'Aquila il centro ricerca sul 5G
Il segnale acceso dai tecnici della multinazionale, sperimentazione all'avanguardia

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. Alle 16,30 in punto nel Tecnopolo d'Abruzzo ieri è stato acceso il segnale 5G, che ha permesso di vedere uno streaming a 2,3 Gbit/s. La nuova generazione di connessione ultraveloce è una realtà grazie a Zte, il colosso cinese delle telecomunicazioni che ha inaugurato ieri all'Aquila il primo Centro di innovazione e ricerca 5G in Italia. Mille metri quadrati a disposizione di ricercatori e scienziati italiani e cinesi impegnati in progetti innovativi nel campo delle telecomunicazioni, sia dal punto di vista industriale che del mercato dei consumatori. «Una svolta epocale», l'ha definita Hu Kun, western Europe President e ceo di Zte Italia. Cinquanta le assunzioni annunciate da Zte nel prossimo triennio. Con L'Aquila nel ruolo di protagonista delle nuove frontiere dell'interconnessione. 5G. «Il centro che inauguriamo all'Aquila è simbolo dello sviluppo tecnologico e della ricerca scientifica - ha detto Kun - Il futuro del 5G è tangibile e ci permetterà di fare un balzo in avanti. Perché abbiamo scelto L'Aquila? È un territorio colpito dal sisma ma anche simbolo di rinascita. Con l'Università lavoreremo per sviluppare nuove connessioni, che cambieranno la vita di tutti noi. L'Italia è un Paese strategico, in quanto il governo sta spingendo su ricerca e innovazione e il mercato si aspetta molto dalle nuove tecnologie». «Questo è un momento molto importante per le relazioni bilaterali Cina-Italia - ha dichiarato Xu Xiaofeng, consigliere economico dell'ambasciata cinese - che negli ultimi anni hanno conosciuto un rapido sviluppo. Gli investimenti cinesi in Italia sono cresciuti: parliamo di 12 miliardi di dollari negli ultimi tempi». Al taglio del nastro del Centro di ricerca, che ha preceduto di qualche secondo l'accensione del segnale 5G, era presente una folta rappresentanza di aziende partner del progetto e istituzioni locali. Sul palco Gianni Letta, che ha sintetizzato il legame tra L'Aquila, l'Abruzzo e la ricerca scientifica: «Una città dalla duplice vocazione, industriale e produttiva, oltre che culturale. E se la tecnologia è la nuova dimensione della cultura, in questa città si sta sperimentando qualcosa di avveniristico. Scienza e tecnologia, insieme, hanno il potere di cambiare il mondo: è questo che si farà all'Aquila». «Per la nostra città è l'inizio di una vita straordinaria - dice il sindaco Biondi - si segna un passo positivo di rinascita. Zte ha deciso di fare dell'Italia il suo hub europeo e L'Aquila ha tutte le caratteristiche per diventare un modello di innovazione. Oggi non si accende solo un segnale, per noi si riaccende la speranza». A due passi l'ex sindaco Massimo Cialente commenta con soddisfazione: «Anche questa è una mia creatura». Accanto il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli. L'intervento ufficiale è demandato al presidente Luciano D'Alfonso, che parla dell'Aquila come della «città che accoglierà la grande sfida della connettività». A tenere a battesimo il Centro di ricerca il manager Alberto Leonardis, ideatore del progetto, «nato - spiega - dal connubio tra la ricostruzione, l'eccellenza dell'Università e il rilancio dell'ex polo elettronico. Un contributo importante, nel portare qui Zte, è stato dato dal vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, che ha contattato l'università, e dal vicepresidente della Regione, Lolli.


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