News del 19/01/2018
Vesuvius, azienda da duecento posti sulle ceneri della fabbrica marsicana
Investimento da 23 milioni, sarà un centro ricerche nel settore dell’acciaio

Articolo il quotidiano Il Centro

 

AVEZZANO. Si gettano le basi per creare posti di lavoro con l'apertura di una nuova fabbrica: lo stabilimento prenderà forma da una costola della Vesuvius Italia, azienda che anche ad Avezzano realizzava materiale refrattario isostatico per colate in altiforni, e punterà sulla ricerca. Alla guida ci sarà una cordata di imprenditori, alcuni dei quali legati al vecchio sito produttivo, supportati dalla Regione Abruzzo. «L'idea è nata quando alcuni vecchi dirigenti della Vesuvius mi hanno contattato e insieme abbiamo deciso di fare qualcosa - commenta Adriano Furioso, ex direttore generale della Vesuvius di Avezzano - mi sono subito attivato per cercare degli interlocutori istituzionali e li ho trovati nel consigliere regionale Lorenzo Berardinetti e nel vicepresidente del consiglio regionale Giovanni Lolli. E così è partita questa sfida, che se non ci saranno intoppi burocratici si concretizzerà entro qualche mese». Il settore nel quale si andrà a operare è quello che fino al 23 dicembre 2016 veniva servito dalla Vesuvius, dove lavoravano 83 dipendenti attualmente a casa con gli ammortizzatori sociali. La nuova azienda però non avrà alcun rapporto con la multinazionale che ha trasferito in Polonia tutta la produzione di cui si occupavano l'Abruzzo e la Sardegna. «La sede principale sarà ad Avezzano, non ci saranno succursali - continua Furioso - se riusciamo a partire nel giro di qualche mese, come ci auguriamo di poter fare, quando entreremo a regime tra tre anni avremo fino a 200 dipendenti. Si tratta di un grande progetto con un investimento di 23 milioni. C'è stato anche il via libera del Ministero». Lo stabilimento, che sorgerà nel nucleo industriale di Avezzano, sarà all'avanguardia dal punto di vista energetico e della sostenibilità. «Sarà un centro di ricerca per nuove miscele refrattarie - precisa Furioso - e faremo dei dispositivi refrattari per il controllo del flusso dell'acciaio. Mentre prima la Vesuvius pensava solo ad assemblare i pezzi, noi faremo ricerca per crearli con miscele meno inquinanti, più economiche e all'avanguardia. Cercheremo di recuperare un nuovo sito, senza crearne altri, e selezioneremo personale altamente qualificato: dai laureati con una perfetta padronanza della lingua inglese fino agli operai. Non abbiamo alcun obbligo nei confronti della Vesuvius ma non sarebbe da escludere che una parte delle ex maestranze possa lavorare con noi». Furioso ha voluto concludere precisando che «tutto questo sarà possibile perché abbiamo avuto un grande supporto da parte della Regione, da parte di Lolli e di Berardinetti, che ci stanno seguendo passo dopo passo».


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