News del 08/02/2018
Travaglini e Isman: a rischio 60 posti nell'indotto Honeywell

Articolo il quotidiano Il Centro

 

ATESSA. Con l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per numerosi dipendenti della Travaglini Group e della Isman inizia per il territorio frentano il drammatico effetto domino scatenato dalla chiusura della Honeywell. Uno scenario devastante, che purtroppo per l'indotto Honeywell è solo all'inizio. Lo stabilimento di Atessa per la realizzazione di turbocompressori per auto di media e alta cilindrata sta lottando sui vari tavoli, locale e nazionale, per il riconoscimento di incentivi e il prolungamento della cassa integrazione, che dovrebbero mitigare la perdita del posto di lavoro di 420 persone a partire dal 2 aprile. Ma per le piccole e medie imprese, che alle spalle non hanno multinazionali da miliardi di dollari, il dramma inizia già da questi giorni. Sono una sessantina i posti di lavoro a rischio fin da subito. Una trentina alla Travaglini Group, azienda storica di logistica, trasporto e imballaggio e altrettanti per l'azienda di manutentori ad altissima specializzazione Isman. La prima, 90 dipendenti, è un'azienda sana, sul mercato dal 1976. Aveva acquisito la commessa Honeywell solo da un anno e questo aveva portato la direzione aziendale a fare importanti investimenti da dedicare solo al settore automotive, che sembrava in forte ascesa. Nessuno ipotizzava la catastrofe che di lì a dodici mesi avrebbe investito la Honeywell. Anche la Isman è stata travolta dall'onda d'urto della chiusura di una delle più importanti fabbriche del territorio. Impiega operai ad altissima specializzazione, manutentori che sono richiestissimi sul mercato industriale locale. Per alcuni di loro ci potrebbe essere una riconversione in altre fabbriche, ma si tratta comunque di abbandonare un posto di lavoro per cercarne un altro. Intanto la direzione ha dichiarato l'apertura della procedura di mobilità per una trentina di dipendenti. Il futuro si tinge di nero. Le cronache sindacali ricordano che dal 2006 ad oggi 500 posti di lavoro collegati alle fabbriche dell'indotto diretto di Honeywell, ovvero Combi e Metalpresse che hanno delocalizzato in Romania, sono scomparsi dal territorio per sempre. «Abbiamo immediatamente aperto una trattativa in Regione - dice Davide Labbrozzi (Fiom) - all'assessore Lolli abbiamo chiesto di cercare nuove commesse per queste aziende». «Purtroppo dobbiamo constatare - afferma invece Achille Di Sciullo (Uilm) - che per l'ennesima volta la politica ha fatto solo passerelle. Bisogna prevenire e certe situazioni erano chiare da anni». «Assistiamo a un vero dramma sociale - constata Primiano Biscotti (Fim) - cercheremo di portare la questione anche al Mise, ma la situazione è disperata».


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