News del 24/04/2018
Società Chimica Bussi, nasce l'industria che rispetta l'ambiente
Inaugurato il cantiere della fabbrica del Pac, la sostanza che depura l'acqua

Articolo il quotidiano Il Centro

BUSSI SUL TIRINO. L'obiettivo è quello di cancellare per sempre il marchio maledetto di discarica d'Abruzzo dalla storia di Bussi. La parola d'ordine è riparare i danni che altri hanno fatto nel passato. Con l'aiuto di fondi agevolati la Società Chimica Bussi ci sta provando partendo da un acronimo, il Pac, dietro il quale si cela la chimica 4.0 che punta all'ambiente. Anche dal punto di vista simbolico non c'è miglior investimento per far sparire per sempre quel marchio da un polo chimico che vanta 116 anni di storia. CHI C'ERA. Il taglio del nastro del cantiere si è tenuto ieri alle 10 nello stabilimento di Bussi Officine, alla presenza del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, del senatore Pagano, del deputato Martino, del presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo, del sindaco di Bussi, del direttore generale dell'Arta Francesco Chiavaroli e dei sindacati Cisl, Uil e Cgil, rappresentati da Donatino Primante, Giovanni Cordesco e Domenico Ronca. ACQUA AZZURRA. Il piano industriale (2017-2026), presentato dall'amministratore delegato Domenico Greco entra così nella fase due. Il traguardo della società è la realizzazione del nuovo impianto per la produzione di Pac, un aggregante chimico che rende facile la depurazione delle acque. I lavori di costruzione della nuova unità produttiva sono partiti. La fabbrica sorgerà al posto del vecchio capannone dell'azoto dal quale è stato rimosso il tetto in eternit. SALIRÀ A 130. La chiave di volta che consente alla Società Chimica Bussi di portare a termine la seconda fase del piano è rappresentata dall'intervento di Invitalia, che lo scorso 31 marzo ha approvato la proposta di Contratto di sviluppo presentata dalla società. Un finanziamento di 15 milioni per la costruzione dell'impianto che opera nel segmento del trattamento delle acque. L'investimento complessivo ammonta a 25 milioni. E l'obiettivo, al termine di questa fase, è di raddoppiare la produzione con un effetto quasi equivalente sulla manodopera diretta impiegata nel sito. Oggi infatti sono 80 i dipendenti, ma il loro numero salirà a 130. A questi si andranno ad aggiungere gli occupati nelle ditte del territorio, alle quali saranno appaltati i lavori di costruzione dei nuovi impianti. A TUTTO IDROGENO. Subito dopo partirà la fase tre, che prevede investimenti di altri 20 milioni per le produzioni elettrolitiche e di chimica fine per applicazioni speciali. «Puntiamo a mettere a frutto i programmi di ricerca già avviati, anche in collaborazione con istituti universitari del territorio, e finalizzati allo sviluppo di prodotti a base di idrogeno destinati a sostituire il combustibile fossile nella mobilità», annuncia l'ad Greco. BLINDATI. Facciamo un passo indietro: la fase uno, già ultimata, ha permesso alla Società Chimica Bussi, con un investimento di 6 milioni, di mettere in sicurezza l'assetto produttivo e le maestranze, raggiungendo il massimo utilizzo degli impianti esistenti al momento dell'acquisizione. A marzo di quest'anno inoltre è partito il nuovo impianto per la concentrazione della soda caustica. In aggiunta è stata installata una nuova centrale termica di ultima generazione per la produzione di vapore al fine di disporre delle quantità incrementali derivanti dai fabbisogni del nuovo impianto, rendendo allo stesso tempo più efficienti e sostenibili i volumi assorbiti dalle produzioni esistenti. CHI CI GUADAGNA. «Queste azioni - spiega Greco - hanno restituito posti di lavoro al territorio abruzzese e competitività a un polo chimico che dimostra come sia possibile rilanciare uno storico sito industriale ricominciando a fare impresa in modo sostenibile». FALDE IN SALVO. In quest'ottica, fiore all'occhiello dello stabilimento di Bussi è il nuovo impianto di Trattamento delle Acque di Falda (Taf), ultimato a fine 2016 che Greco ha mostrato agli ospiti durante un giro in pullman in azienda. «Il piano industriale della Scb è incentrato sulla sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale - è il commento finale del vicepresidente Lolli - pensare all'ambiente non è soltanto una scelta etica ma intelligente. Siamo di fronte a un'eccellenza e a un'industria che vuole fare business in modo responsabile».


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