News del 07/04/2018
Proel, l’azienda investe oltre 7 milioni
Il piano di sviluppo prevede altri 15 posti di lavoro, si punta a 50 milioni di fatturato

Articolo il quotidiano Il Centro

 

SANT'OMERO. Fabrizio Sorbi annuncia un piano triennale di investimenti per circa 7 milioni e mezzo di euro. È questo lo strumento con cui la Proel si propone, nel prossimo triennio, di arrivare a un fatturato di 50 milioni. La multinazionale il cui cuore batte a Sant'Omero punta molto sulla ricerca, soprattutto nel campo dei sistemi audio, lighting e strumenti musicali digitali, che sono poi i principali campi d'azione della Proel. Il Ceo Sorbi ha concentrato infatti nella società Proel Lab tutte le attività strategiche di ricerca e sviluppo del gruppo, aumentando gli investimenti, in quest'ambito, di oltre il 50% nel 2017, raggiungendo così la quota del 5% su un fatturato di circa 32 milioni. Il business plan si muove lungo l'asse Sant'Omero-Acquaviva Picena fino ad arrivare a Los Angeles, dove è nata Proel Nord America. E sono proprio gli Usa che la Proel si propone di conquistare definitivamente con Dexibell, il pianoforte elettronico che sta segnando un'escalation di vendite con ricavi che dal 2015 al 2017 hanno registrato un più 52,9%. «Con Dexibell, cento per cento made in Italy, aggrediremo il mercato americano», sostiene Sorbi. L'America è l'area test per il pianoforte concepito in Proel Lab di Acquaviva, che resta il centro di ricerca e sviluppo per eccellenza dove Proel tre anni fa ha acquisito personale e strutture della nipponica Roland. Il dna di 25 anni di storia Roland è riconoscibile. Le prodigiose mani di Stevie Wonder hanno apprezzato il sound Dexibell (prodotto solo in Italia) su cui Proel annuncia investimenti corposi. «Quando un prodotto viene testato in America - spiega il presidente Sorbi - allora si apre la strada al mercato europeo».Il piano assunzioni, dopo l'infornata di personale Roland, prevede un'altra quindicina di posti (almeno cinque entro l'anno). Sebbene l'azienda abbia un taglio internazionale, a Sant'Omero resta il quartier generale dove convergono area amministrativa, marketing, logistica e altro. Italia, Cina, Taiwan e Tunisia restano i paesi dove si produce mentre la commercializzazione va in oltre 100 stati, attraverso le controllate della Proel. In Europa la Germania incide nel fatturato per quasi il 14% sul totale. Dunque la scelta di avere più linee di prodotti, secondo i manager aziendali, darà i suoi frutti. «Noi abbiamo creato un ombrello che è Proel Spa - rimarca Sorbi - sotto cui ci sono le "Bu", ovvero le business unit che gestiscono prodotti e marchi del gruppo». La Proel vuole attuare nel prossimo triennio un importante piano di sviluppo con il raggiungimento di un fatturato di 50 milioni di euro concentrato su tre priorità: aumentare la quota di mercato attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti utilizzando nuove tecnologie, investire sul mercato europeo e aprire il mercato nordamericano. Altro obiettivo, per tutte le linee di prodotto, è la realizzazione del "Total made in Italy", con l'obiettivo di sviluppare prodotti con un industrial design fortemente italiano e di «uscire dagli attuali standard di mercato proponendo forme innovative più vicine ai gusti contemporanei, differenzieranno i prodotti Proel dall'attuale offerta dei nostri competitor. Il made in Italy è anche sinonimo di qualità e affidabilità del prodotto».

 

 


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