News del 06/09/2019
Pilkington, sugli esuberi non c'è l'accordo

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

SAN SALVO. Le posizioni sugli esuberi tra Pilkington e sindacati restano distanti e l'incontro termina con un verbale di mancato accordo. Non ci sono schiarite sul rischio di licenziamento dei 55 dipendenti in più che già tra venti giorni potrebbero restare senza occupazione. Gli esuberi sono quelli definiti strutturali, sui quali i sindacati hanno ribadito più volte di non voler scendere a compromessi restando sulla posizione del «qui non si licenzia nessuno» sondando tutte le strade alternative per evitare la soluzione più drastica. L'azienda, di contro, ha ribadito che quella resta l'unica via percorribile, per questo ha avviato la procedura prevista dalla legge 223 e ieri sono scaduti i 45 giorni di interlocuzione con le parti sociali. Ora il verbale di mancato accordo sarà trasmesso alla Regione, nel frattempo la società avrebbe già individuato i 55 dipendenti tra quelli assunti nel 2008. L'altro grande tema resta quello della possibilità di un ulteriore anno di cassa integrazione per il sito che occupa quasi 2mila persone nella produzione di vetri per auto. La Regione ha già da tempo espresso la propria disponibilità a mettere a disposizione le proprie risorse economiche per l'operazione, ma serve l'avvallo del ministero dello Sviluppo economico. Quelle somme dovrebbero essere destinate alle politiche attive per il lavoro, mentre la cassa integrazione è vista come una misura passiva. «Il nodo è proprio questo - commenta Emilio Di Cola della Filctem Cgil - Per noi e per l'azienda si tratta di politiche attive perché i nuovi ammortizzatori sociali servono per permettere che il piano industriale sottoscritto l'anno scorso entri a regime». Nell'estate 2018 fu raggiunto l'accordo sulle innovazioni tecnologiche da apportare al sito sansalvese. Il piano ebbe il via libera dal board della Nippon Sheet Glass, la multinazionale proprietaria, che - è questo il timore generale - di fronte ai licenziamenti potrebbe avere ripensamenti sugli investimenti. «Quel piano industriale - dice Franco Zerra della Cisl - entrerà a pieno ritmo nella seconda metà del 2020, quando qui si faranno prodotti forse unici al mondo, per questo abbiamo bisogno degli ammortizzatori sociali. Ora investiremo anche i nostri rappresentanti nazionali affinché spostino la vertenza al ministero». A preoccupare è anche la tempistica per accedere all'eventuale anno di cassa integrazione, considerato anche il cambio al timone dei ministeri coinvolti. In attesa di sviluppi, intanto, il mercato auto è ancora in rosso.


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