News del 08/04/2018
Pilkington, produzione in calo. I sindacati insistono: «Investite»
Le Rsu: va riconosciuta l’attività usurante per favorire il pensionamento

Articolo il quotidiano Il Centro

 

SAN SALVO. Un robusto piano di investimenti per tenere testa alla concorrenza. È quanto chiedono i rappresentanti sindacali della Pilkington, seriamente preoccupati per il futuro delle maestranze. La crisi mondiale non dà tregua all'automotive e la Cina incalza. La Nsg Pilkington registra un calo nelle vendite ma i contratti di solidarietà che hanno permesso di mantenere inalterato l'organico sono agli sgoccioli. Dal prossimo 24 settembre non potranno essere più rinnovati. «Non possiamo permettere che tutto il lavoro fatto in questi anni venga vanificato - scrivono Cgil, Cisl, Uil e Cobas - Chiediamo ai vertici aziendali un robusto piano di investimenti tecnologici per San Salvo. Le nuove tecnologie devono avere una duplice valenza: sostituire gli impianti non più competitivi e che non permettono di produrre i particolari complessi richiesti dal mercato dell'auto ormai in continua evoluzione; favorire anche investimenti sui nuovi business, puntando a tecnologie avanzate che consentiranno di ampliare il mix produttivo per fabbricare a San Salvo prodotti innovativi». A marzo l'azienda ha presentato il budget per il prossimo anno finanziario. È prevista una riduzione di circa il 10% dei volumi. «Questo - annotato i sindacati - comporterà un esubero di circa il 10% della forza lavoro. Sono in corso tutta una serie di iniziative interne volte a contenere gli esuberi ma l'operazione è ardua. Riteniamo che tutti debbano essere coinvolti e dare il giusto contributo affinché il sacrificio sia equamente distribuito». Le organizzazioni sindacali e le Rsu esprimono ancora una volta la preoccupazione per gli esuberi e ritengono fondamentale gestirne l'impatto sociale con tutti gli strumenti possibili. Cgil, Cisl, Uil e Cobas chiedono all'azienda di sottoscrivere un piano industriale dove sia data priorità agli investimenti e, al contempo, ci sia una condivisione sul piano sociale volta a tutelare le risorse coinvolte nel piano. Il sindacato ritiene che solo i sistemi produttivi competitivi possano garantire la continuità lavorativa. «Chiediamo alla politica, al governo e alle istituzioni territoriali - insistono le Rsu - di completare il lungo lavoro svolto negli ultimi anni al fine di far riconoscere ai lavoratori del settore merceologico del vetro la qualifica di usuranti favorendo il pensionamento della manodopera più anziana costretta a lavorare su vere e proprie catene di montaggio a ciclo continuo. La revisione delle norme pensionistiche, l'estensione degli ammortizzatori quali Naspi, Ape social sono strumenti necessari per accompagnare i lavoratori più anziani all'uscita dal sistema produttivo. Invitiamo le istituzioni a sostenere i lavoratori delle aziende in difficoltà con una politica di rilancio della competitività».


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