News del 11/03/2018
Pilkington, per ora restano i 200 esuberi
Futuro in chiaroscuro. Di Cola (Cgil): in arrivo due anni difficili

Articolo il quotidiano Il Centro

 

SAN SALVO. Un futuro in chiaroscuro per la Pilkington di Piana Sant'Angelo. Confermati, nel corso della riunione di venerdì fra azienda e sindacati, 190-200 esuberi. Gli ordinativi non sono aumentati al punto da far riprendere il lavoro su 4 turni. Dopo la Polonia, che ha un costo di lavoro decisamente più basso, arriva dalla Germania la concorrenza con gli occhi a mandorla e si chiama Fuyao, azienda cinese con un grosso capitale che punta sulle tecnologie avanzate. «Per vincere la concorrenza occorre convincere gli azionisti a puntare su questo stabilimento» dice da mesi il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. Nel 2017 Pilkington ha vinto nel settore dei parabrezza con l'introduzione di nuovi modelli. La sfida continuerà nel 2018 e nel 2019, ma sarà ancora più difficile garantire i livelli occupazionali in assenza di ammortizzatori sociali. Il "tallone di Achille" restano i Temperati ( lunotti e laterali). L'obiettivo di Marcovecchio resta conservare il lavoro a chi c'è. «L'impegno dell'azienda è noto - rimarca Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil - altrettanto noto è l'impegno delle maestranze. Confidiamo anche nell'impegno della politica per Pilkington e a catena per il suo indotto». Pilkington non è solo la più grande industria del territorio, è anche l'azienda madre che mantiene in vita un grande tessuto produttivo. Pilkington è presente in Italia dal 1994, anno in cui ha acquisito, in joint-venture con Techint Spa, il Gruppo Siv (Società Italiana Vetro) rilevando poi la quota di Techint nel 1995. A San Salvo produce vetro per auto. «Abbiamo chiesto investimenti - dice Emilio Di Cola - Per vincere la concorrenza e aumentare gli ordinativi è necessario puntare su tecnologia, nuovi prodotti e qualità». Una grande mano potrebbe arrivare da Roma qualora il lavoro in fabbrica fosse riconosciuto come usurante. Purtroppo al momento il governo non c'è - riflette Di Cola - e prima che possa essere operativo passeranno diversi mesi. Servirebbero meno tasse, meno burocrazia, strade migliori e trasporti meno costosi. A settembre scadono gli ammortizzatori sociali e cominceranno due anni difficili senza il paracadute degli ammortizzatori sociali. È una guerra contro il tempo».


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