News del 03/05/2018
Pilkington: confermati 140 esuberi, a rischio altri 600 posti in due anni
Prima erano 220: confermata la procedura di licenziamento collettivo

Articolo il quotidiano Il Centro

 

SAN SALVO. Una riduzione di circa 140 lavoratori a settembre 2018 e il rischio di 600 posti in meno fra due anni. I sindacati invocano la terapia intensiva per salvare l'occupazione e il futuro della Nsg Pilkington di Piana Sant'Angelo. Al via ieri la settimana dei confronti e delle assemblee. Al termine del primo confronto fra Rsu, segretari sindacali provinciali e azienda il quadro è tutt'altro che roseo. Confermato il momento delicato del colosso vetrario. Unica nota positiva: grazie a una serie di trasferimenti da Pilkington alle fabbriche satellite Primo e Bravo, gli esuberi sono scesi dai 220 iniziali a 140. Pilkington ha tuttavia confermato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo, che verrà comunicata come previsto dalla legge 75 giorni prima del termine della solidarietà (25 settembre 2018). Il rischio è che fra due anni gli esuberi siano 600. Per questo ieri non sono mancati momenti di tensione e non mancheranno nelle prossime settimane. Emilio Di Cola, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa (segretari provinciali Cgil, Cisl e Uil) hanno usato toni determinati e chiesto alla dirigenza del colosso vetrario progetti scritti per riportare ordinativi e impianti a 4 turni. Domani è in programma l'attivo unitario con tutti i gruppi dirigenti dei sindacati anche degli stabilimenti satellite. Il 7 e 8 maggio si svolgeranno le assemblee di fabbrica. GLI INVESTIMENTI. Processi innovativi e tecnologia per la produzione del futuro, rete aziendale, qualità. I sindacati chiedono l'impegno scritto della Pilkington per gestire in modo indolore gli esuberi, attualmente 140 sulle circa 2.000 unità lavorative. In fondo il budget del secondo semestre 2017 è stato raggiunto. Occorre uno sforzo comune fra politica, azienda e sindacati; il futuro potrebbe essere meno incerto grazie a opportuni investimenti. La Regione ha più volte ribadito e ripetuto che Pilkington sarà uno dei due siti della multinazionale in Italia finanziati con 30 milioni per progetti di sviluppo. La Regione ha fatto anche una delibera e darà 300mila euro all'industria. Indispensabili però i processi innovativi già in atto in Germania. I sindacati hanno ribadito alla società nipponica la richiesta di progetti di miglioramento tecnologico e prodotti che riescano a vincere la competitività del mercato. La concorrenza delle fabbriche dell'est è forte. E non solo quella. Occorrono nuovi prodotti di qualità, bisogna ottimizzare le lavorazioni e incrementare le produzioni. A San Salvo vanno sviluppati prodotti nuovi dal punto di vista tecnologico. LE RICHIESTE SINDACALI. Grazie agli stabilimenti satellite, circa 70 lavoratori in esubero sono stati trasferiti in Primo o Bravo. Altri verranno occupati nei servizi. Le stesse regole saranno applicate negli altri stabilimenti italiani del gruppo. La dirigenza di Pilkington Italia incontrerà anche le organizzazioni sindacali e le Rsu di Settimo Torinese e Porto Marghera per avviare, prima delle ferie, programmi in grado di battere la concorrenza e mantenere inalterati i livelli occupazionali. L'Italia è il sesto esportatore al mondo di vetro e prodotti in vetro. La principale concorrenza è rappresentata dalle produzioni cinesi a basso prezzo, con Pechino che oggi può arrivare a pesare per circa un quarto di tutto l'export globale di settore. Gli altri paesi che esportano di più dell'Italia sono il Giappone, la Germania, gli Stati Uniti e la Francia. «Vogliamo progetti scritti - hanno ripetuto ieri i segretari sindacali provinciali Franco Zerra, Arnaldo Schioppa e Emilio Di Cola - Servono investimenti e un piano sociale che, dopo un adeguato monitoraggio dei lavoratori in età pensionabile, eviti di mandare via gli ultimi arrivati. Sarebbe davvero triste per chi ha da poco iniziato a lavorare dover andare via. Non è più tempo di parlare, è necessario riportare gli impianti a 4 turni per evitare che gli esuberi fra due anni siano 600. Occorre muoversi ora».


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