News del 17/06/2018
Pilkington, 7 operai su 10 dicono sì al piano di rilancio

Articolo il quotidiano Il Centro

 

SAN SALVO. Referendum sul piano di investimenti alla Pilkington. Lo spoglio è finito all'1,45 di sabato. Il 69% dei lavoratori del colosso vetrario ha detto sì al nuovo piano industriale da 30 milioni di euro. Soddisfatti i sindacati. Mai come ora Cgil, Cisl, Uil e Cobas sono uniti e compatti nel portare avanti il progetto. L'obiettivo è duplice: salvare l'occupazione e vincere la concorrenza della Fuyao, che è sempre più incalzante. "Siamo soddisfatti" dicono i sindacati, che leggono nel 31% dei no solo delusione per la politica e le aspettative non ripagate. I NUMERI. I lavoratori aventi diritto a partecipare al referendum sul piano industriale erano 1.732. I votanti sono stati 1.269 (73,26%). Hanno votato sì 877 lavoratori (69,1%) e hanno votato no 375 lavoratori (29,55%). Le schede bianche sono state 5 e 12 quelle annullate. Il dato che balza subito agli occhi è quello dell'astensionismo. Quasi il 30% degli aventi diritto al voto (463 lavoratori) ha preferito non esprimersi. E' un dato che racconta una forma di malumore diffuso e sfiducia che, sommati alla disapprovazione, dei 375 lavoratori che hanno detto no, fa nascere diversi interrogativi. Perché in così tanti lavoratori non hanno approvato il piano? I GIUDIZI. "Ad astenersi - dice Domenico Ranieri dei Cobas - sono stati soprattutto i turnisti, la categoria che in questi anni ha pagato di più accettando la solidarietà. Il nuovo piano industriale comporta il contenimento dei costi e dei contributi ai lavoratori. E' un prezzo necessario per tornare ad essere competitivi, ma è naturale che chi ha già dato tanto non esulti. Ovviamente - aggiunge Ranieri - sindacati e lavoratori si aspettano che la politica faccia la parte mantenendo gli impegni presi e tornando ad occuparsi di questo territorio troppo a lungo abbandonato. Anche Cgil, Cisl e Uil la pensano allo stesso modo. "Non si può passare dalla grande preoccupazione all'entusiasmo - dice Emilio Di Cola della Cgil - Siamo soddisfatti per i risultati, Pilkington riparte con uno progetto competitivo". LO SCENARIO. I prossimi mesi saranno i intensi per i dipendenti di Piana Sant'Angelo. Il 10 luglio partono 120 lettere di licenziamento, inevitabili visto che la proroga degli ammortizzatori sociali che scade a novembre è stata negata. Da subito parte la sostituzione degli impianti obsoleti con altri altamente tecnologici (20 milioni di investimento). Gli impianti produrranno i vetri le auto elettriche e i laterali-accoppiati che prima erano prodotti in Polonia. Il personale che dovrà occuparsi di queste produzioni andrà in Polonia per la formazione. I riflettori restano ora accesi sulla politica.


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