News del 05/05/2018
LFoundry, a casa 120 interinali
L'azienda convoca i sindacati: dopo le ferie forzate il mancato rinnovo dei contratti

Articolo il quotidiano Il Centro

 

AVEZZANO. LFoundry non rinnova il contratto a 120 lavoratori interinali. Un'altra mossa che preoccupa i sindacati dopo l'annuncio del calo di commesse da parte della On-Semi e la richiesta di ferie per i 1.500 dipendenti del sito. Ieri, durante un vertice tra le organizzazioni sindacali e i dirigenti dell'azienda che produce memorie volatili, è stato annunciato che visto l'ulteriore abbassamento degli ordinativi non si potrà rinnovare il contratto agli operatori a tempo determinato. La notizia è stata un'ulteriore doccia gelata per i sindacati, che già a fine aprile avevano chiesto all'azienda di proprietà cinese un confronto al ministero per lo Sviluppo economico.«LFoundry ha convocato le rappresentanze sindacali per comunicare che non saranno riconfermati circa 120 interinali in scadenza di contratto, a causa di un calo di commesse - ha precisato Angelo Gallotti, segretario provinciale della Uil-Uilm - Come sindacato siamo preoccupati. Per il personale interno non si avranno grandi variazioni, la Clean room lavorerà normalmente, ma per i giornalieri ci sarà la necessità di ricorrere a qualche giorno di ferie. Come Uilm chiederemo di riattivare, il più presto possibile, tavoli istituzionali già aperti come quello al Mise per fare chiarezza sulla situazione attuale». Le ferie forzate erano state richieste già a metà aprile per far fronte al calo di commesse. L'azienda non ha ancora parlato del ritorno a regime della produzione e ciò preoccupa ulteriormente i sindacati. «Nell'incontro è stato comunicato che l'abbassamento degli ordini continuerà anche per le prossime due settimane - ha affermato Andrea Campione, segretario provinciale Fismic - tale situazione prevede il mancato rinnovo per i circa 120 contratti interinali e un utilizzo di ulteriori giornate di ferie per il personale in giornaliero. Avere un calo di commesse in questo periodo dell'anno, storicamente il più voluminoso, ci impone alcune riflessioni sul fatto che non può essere legato alla sola stagionalità del prodotto ma a qualcosa di strategico al momento non conosciuto. Per questo che esortiamo la direzione e il Mise a formulare un incontro istituzionale che possa fornirci dettagliatamente le motivazioni del calo produttivo».


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