News del 08/09/2018
LFoundry, 56 precari licenziati con un messaggio su whatsapp

Articolo il quotidiano Il Centro

 

AVEZZANO. Un messaggio whatsapp: "Fermato", e in 56 su 100 interinali restano a casa. Una doccia gelata per un gruppo di precari di LFoundry, che da domenica non si dovranno recare al lavoro. Nei pochi caratteri contenuti nel messaggio inviato da una società interinale i dipendenti hanno appreso quale sarebbe stato il loro futuro senza alcun tipo di commento. I contratti erano in scadenza ed è stato deciso di non rinnovarli probabilmente a causa del calo di commesse che negli ultimi mesi ha caratterizzato l'attività dello stabilimento, dove sono impiegate circa 1.400 persone. «Il combinato disposto di leggi e strategie aziendali fa sì che un esercito di lavoratori di LFoundry e annesse famiglie debba periodicamente subire un danno materiale e morale senza eguali - hanno spiegato dalla Fiom-Cgil provinciale - una sequenza di mortificazioni lavorative che originano dal meccanismo del cosiddetto buffer e da insidiosi cambi appalto che dall'oggi al domani stravolgono la vita di decine e decine di persone, fino al giorno prima impegnate a dare il loro contributo per il raggiungimento di importanti obiettivi produttivi. Pure se le leggi di questo Paese consentono alle aziende di ricorrere anche in modo spregiudicato al lavoro precario, esiste un'etica alla quale un'azienda come LFoundry, la più grande della nostra provincia, non dovrebbe sottrarsi, un'etica sociale che la impegna a contribuire a uno sviluppo sano di quel territorio su cui realizza profitti e dal quale trae sostegno attraverso finanziamenti pubblici». Secondo i vertici della Fiom «una discussione sulla questione del lavoro precario all'interno di LFoundry dovrebbe avere pari dignità di ogni altro tema oggetto di trattativa». Per questo Fiom si attiverà insieme alla struttura confederale perché il tema del lavoro precario all'interno di LFoundry sia affrontato in maniera articolata. I lavoratori interinali, ai quali di volta in volta vengono rinnovati i contratti in base alle commesse dell'azienda che produce memorie volatili, ora dovranno fermarsi e attendere nuove possibili chiamate. «Da tantissimo tempo la Fim-Cisl sostiene che i destini dei lavoratori precari, sempre più precari, rappresentino lo specchio del fallimento della società civile, che civile non è più, tenuto conto che la precarietà è stata confusa sempre di più con l'abolizione dei diritti - ha evidenziato Antonello Tangredi, segretario della Fim-Cisl - A LFoundry la situazione non è diversa e la cosa più grave è che cambiare continuamente le maestranze peggiora la qualità del prodotto finale, oltre a creare una differenza di velocità operativa fra i lavoratori a tempo indeterminato e quelli senza tutele». Mercoledì prossimo dovrebbe esserci un confronto tra l'azienda e le parti sociali, i vertici di LFoundry per il momento hanno preferito non intervenire sulla vicenda.


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