News del 14/09/2018
Ipersimply, l'azienda insiste sulla chiusura di Teramo
Il gruppo Sma pagherà comunque i 53 dipendenti fino alla fine della trattativa

Articolo il quotidiano Il Centro

 

TERAMO. Niente da fare: il gruppo Sma-Auchan ha deciso di chiedere l'Ipersimply il 30 settembre. Il tavolo aperto in Regione ieri mattina all'Aquila non ha dato i risultati sperati, il gruppo non è stato nemmeno disponibile a far slittare la chiusura per consentire un confronto fra le parti. Ma almeno ha assicurato che garantirà il pagamento degli stipendi ai 53 lavoratori fino a quando la trattativa non sarà chiusa. «Hanno riconosciuto la necessità di trattare, che non possono chiudere e basta - commentano Emanuela Loretone (Filcams Cgil) e Luca Di Polidoro (Fisascat Cisl) - e pagheranno lo stipendio dal 1° ottobre fino alla conclusione della vertenza. Si sono impegnati inoltre a chiarire sul tavolo i termini in cui fare i trasferimenti. . Non è una vertenza facile e la soluzione positiva, cioè la ricollocazione dei lavoratori non è scontata. Stiamo cercando di far valere il diritto dei dipendenti a mantenere il posto di lavoro e il dovere della Sma a rispondere della ferita che sta creando alla nostra comunità. Chiediamo alle istituzioni di fare tutto il possibile per offrire un'alternativa per un nuovo investimento alla Sma, sempre che questa sia ancora intenzionata a investire su Teramo, o cercare una ricollocazione con altri gruppi». All'incontro di ieri erano presenti i massimi vertici della Sma-Auchan: Gianni Masci, direttore vendite Auchan, Dario Bresciani, responsabile rapporti sindacali, Dante Traini responsabile delle risorse umane, Silvie Di Fazio, dirigente delle risorse umane. E per le istituzioni, oltre al presidente vicario della regione Giovanni Lolli, c'erano il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, il sindaco D'Alberto e il consigliere Andrea Core. E contemporaneamente all'incontro, sotto alla Regione, si è svolto un sit-in dei lavoratori. IL PROSSIMO INCONTRO. Le parti torneranno a incontrarsi di nuovo in Provincia il 20 settembre. E in questa sede si parlerà dei trasferimenti. Il presidente Lolli ha ribadito che non si possono accettare trasferimenti al di fuori della Regione o comunque oltre i 50 chilometri. Il sindaco D'Alberto peraltro ha chiesto di poter avere prima del 20 il piano dei trasferimenti. «Pare che l'azienda non si renda conto che ha a che fare con tante famiglie monoreddito e tante fuori casa per il terremoto - commentano i rappresentanti sindacali aziendali Manola Florà, Mario Maselli e Concetta Murri - noi andiamo a lavorare con una infinita tristezza, vedendo il supermercato in cui abbiamo passato una vita che sta chiudendo. Fa male vedere l'assalto all'outlet, la gente che ci toglie la merce dalle mani, tanto che dobbiamo lavorare con il supporto della vigilanza. Umanamente siamo molto provati. Oggi siamo tornati dall'Aquila e metà dei colleghi è entrata nel supermercato ed è andata a lavorare fino alle 21, dando prova di grande dedizione al lavoro». Pienamente cosciente dell'impatto della chiusura sulle 53 famiglie il sindaco D'Alberto: «L'amministrazione comunale considera tale vertenza una priorità assoluta per il territorio e continuerà a monitorare e a lavorare, mettendo in campo ogni iniziativa possibile, affinché si giunga a una soluzione dignitosa, nell'interesse di Teramo, dei teramani e dei lavoratori. Ribadisco la contrarietà al metodo adottato dalla proprietà e torno a chiedere garanzie e certezze sul piano di trasferimento. E' vero che l'azienda ha investito 25 anni fa a Teramo, ma è altrettanto vero che la comunità teramana ha dato tanti al gruppo. Per questo la decisione di abbandonare la piazza teramana va riconsiderata». UN NUOVO IPERMERCATO. Il sindaco, dopo aver letto le dichiarazione dei "Costruttori Teramani" che hanno tentato invano per tre anni di realizzare una nuova sede per l'Ipersimply sul piano a raso del parcheggio San Francesco senza che il Comune decidesse, ha chiamato ieri gli imprenditori. E poi ha chiesto agli uffici del Comune notizie sulla vicenda. «Devo approfondire sia con gli imprenditori che con gli uffici. Pare che ci sia un problema dal punto di vista paesaggistico - spiega il sindaco - ma sicuramente vaglierò con attenzione il progetto. Staremo il più possibile vicini ai 53 lavoratori».


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