News del 26/02/2018
Intecs, impugnati i licenziamenti

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. I 65 ricercatori della Intecs hanno impugnato i licenziamenti. E la Fiom Cgil è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per ottenere il recupero delle spettanze dei lavoratori. Stiamo parlando di quattro mensilità del cosiddetto preavviso previsto dalla legge e del Tfr, il trattamento di fine rapporto. L'azienda nei giorni scorsi ha comunicato di essere incapiente, cioè di non avere le coperture finanziarie per pagare quanto dovuto. Intanto prosegue il sit-in permanente davanti alla sede della Regione iniziato oltre 40 giorni fa. Il licenziamento collettivo del personale del laboratorio di ricerca e sviluppo aquilano, un tempo centro di eccellenza nell'Ict, è scattato durante le festività natalizie e gli ex dipendenti non hanno mollato nel rivendicare i propri diritti. «Tutti i licenziamenti sono stati impugnati - spiega la segretaria provinciale della Fiom-Cgil, Elvira De Sanctis - in quanto ritenuti illegittimi. Un'azione avviata entro i 60 giorni previsti per legge. Ma ormai siamo nel caos totale: i lavoratori, oltre al danno subìto, vedono calpestati anche i loro diritti. Si corre il rischio di restare senza alcun sostegno economico perché l'azienda non ci sa dire quando verranno pagati preavvisi e trattamenti di fine lavoro. E ricordiamo che si tratta di soldi dei lavoratori». Come già denunciato dalla Fiom-Cgil, sarebbe in pericolo anche l'accesso alla Naspi, la Nuova assicurazione sociale per l'impiego. «Non tutti gli ex ricercatori hanno la residenza all'Aquila - aggiunge De Sanctis - e la Intecs non ha inviato le comunicazioni sulle date delle fasi procedurali di licenziamento alle sedi Inps competenti. Le pratiche sono state quindi sospese, in attesa di sbrogliare la matassa». Le lettere di licenziamento sono state spedite, via raccomandata, nell'ultimo giorno lavorativo prima di Natale e sono state ricevute in date diverse, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Quindi la data di cessazione del rapporto di lavoro è cambiata nel corso delle settimane. Il sindacato sta cercando di correre ai ripari. «La Fiom-Cgil si farà carico di mettere a disposizione dei lavoratori - conclude la segretaria provinciale - le strutture e i mezzi necessari per avviare il recupero delle spettanze. Intanto continuerà il presidio permanente davanti a palazzo Silone, a Pettino, dove ormai da più di quaranta giorni staziona il camper diventato il simbolo della lotta intrapresa dai 65 ricercatori».


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