News del 23/02/2018
Intecs, altro caos: ex lavoratori senza Tfr
L'azienda ha dichiarato di non avere le coperture finanziarie per pagare

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. «Licenziati non si sa bene da quando, creditori al cospetto di un'azienda che si dichiara incapiente, impossibilitati ad accedere alla Naspi». Una situazione paradossale quella che stanno vivendo, secondo la Fiom, i 65 ricercatori della Intecs. Dopo essere stati mandati a casa i lavoratori si ritrovano senza alcun sostegno economico, visto che l'Inps ha sospeso, e in alcuni casi rifiutato, le procedure per ottenere la Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi). E questo «a causa delle modalità con cui l'azienda ha comunicato le date di avvio dei licenziamenti». Non solo. A due mesi dai licenziamenti, la Intecs ha dichiarato di non essere in grado di pagare preavvisi e Tfr perché senza coperture finanziarie. Insomma, per il sindacato l'azienda, «dopo una gestione scellerata», si sta rivelando anche «incapace di licenziare». E i ricercatori continuano a presidiare la sede della Regione. «Il momento della distribuzione delle lettere di licenziamento - affermano i rappresentanti della Fiom regionale e provinciale - è stato l'inizio del calvario. Le lettere non sono state consegnate "brevi manu", in una data certa uguale per tutti, come sarebbe stato adeguato trattandosi di un licenziamento collettivo. Sono state spedite via raccomandata nell'ultimo giorno lavorativo prima di Natale e sono state ricevute in date diverse, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Quindi la data di cessazione del rapporto di lavoro è cambiata nel corso delle settimane, passando dal 22 dicembre 2017, unica per tutti e documentata nella relativa busta paga, alla data di ricezione della raccomandata, diversa per ciascuno, come dimostrano i certificati di lavoro consegnati dall'azienda il 31 gennaio 2018. E perché il caos fosse totale - sottolinea la Fiom - alla sola Inps dell'Aquila è stata data informalmente la comunicazione sulle date delle fasi procedurali del licenziamento. Di conseguenza le varie sedi Inps, competenti sulla base delle residenze dei lavoratori, hanno sospeso le pratiche di richiesta di Naspi, in attesa di sbrogliare l'intricata matassa». Per quanto riguarda il Tfr, la Fiom ricorda che «sono soldi dei lavoratori. In quale "buco nero» sono andati a finire i soldi dei ricercatori aquilani se l'azienda, fornitrice di player come Leonardo, dopo aver licenziato tutti scopre solo ora che non aveva i soldi per farlo?».


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