News del 09/09/2018
Imm: pronti ad investire su Honeywell

Articolo il quotidiano Il Centro

 

ATESSA. Età media dei dipendenti 35 anni, una think room dove ci si rilassa ma soprattutto si crea, un ambiente dinamico, informale, in cui ci si dà del tu anche con i colletti bianchi, dove si parla inglese (tutti gli impiegati), francese, tedesco, spagnolo, ma anche russo e arabo. Un fatturato di 100 milioni di euro (che diventano un miliardo per tutto il gruppo) e una crescita esponenziale del 20% ogni anno. Benvenuti alla Imm Hydraulics, la fabbrica della Val di Sangro che per vision, creatività ed entusiasmo sembra aver preso spunto da Google o Netflix, le aziende più felici del mondo. Un piccolo grande gioiello poco conosciuto a casa ma sempre più sulla bocca di tutti in Italia e soprattutto all'estero, sui mercati che contano come Stati Uniti e Australia. La Imm progetta e produce tubi e sistemi di connessione oleodinamica: dove c'è movimento, ovvero una componente di fluidodinamica a media e alta pressione, lì c'è la Imm. Gli ambiti di applicazione di questi sistemi ad altissima tecnologia, precisione e prestazione, sono tantissimi, ma la Imm di Atessa, nata nel 1987, si sta specializzando sempre più in settori come movimento terra, energia, ambiente, off shore e navale. I suoi clienti sono sparsi in tutto il mondo, dato che il 90% della produzione è destinato all'estero e che la Imm vende in 285 paesi nel mondo. I suoi clienti sono costruttori di auto, navi, parchi eolici e anche una fitta rete di ricambisti, laddove i tubi oleodinamici hanno bisogno di essere sostituiti. Quotata in borsa da diversi anni la Imm Hydraulics è la prima della classe nel suo settore. I sistemi di connessione oleodinamica lavorano infatti in condizioni di pressione elevata e dunque presentano un grado di performance che deve avere uno standard qualitativo non solo alto ma praticamente perfetto. Ogni sistema prodotto subisce rigide prove di laboratorio nelle trenta macchine di prova presenti nello stabilimento abruzzese. Il mercato di riferimento è di gamma alta. I prodotti "made Atessa" sono considerati di lusso, sistemi dalle altissime prestazioni su cui puntano economie floride come quelle americana e australiana, ma anche quelle dei mercati emergenti. Ma nonostante la spiccata inclinazione estera, alla Imm si parla abruzzese. Sono abruzzesi l'amministratore delegato Marcello Di Campli e i top manager aziendali Marco Agnifili, Pierluigi Di Bartolomeo e Alessandro Verratti, così come i trenta ingegneri che studiano, perfezionano e creano i preziosi sistemi Imm. Sono circa 340 i dipendenti nelle due sedi della Val di Sangro e 600 in tutto il gruppo Interpump, il maggior produttore mondiale di pompe a pistoni professionali ad alta pressione per acqua. Le prospettive, per una azienda che da quando è nata non ha mai chiuso un anno in negativo, né fatto mai cassa integrazione (eccetto l'annus horribilis del 2009) sono, neanche a dirlo, di crescita. Nel 2018 sono stati assunti 60 dipendenti ed è stato avviato un programma di crescita che prevede l'assunzione di altri 60. La Imm guarda al futuro e al mondo senza dimenticare il territorio di provenienza. È della Imm, infatti, uno dei due piani industriali presentati al ministero dello Sviluppo economico per l'acquisizione della Honeywell e del 30% dei suoi dipendenti. Gli stabilimenti sono praticamente uno affacciato sull'altro. «Il maggiore spazio che andremmo ad acquisire con lo stabilimento Honeywell - spiega l'ad Di Campli - potrebbe consentire di dirottare qui investimenti da altre sedi del gruppo e si creerebbero le basi non solo per assumere 60 ex dipendenti Honeywell nel 2018 e altri 50 nel 2019, ma di crescere ancora di più in futuro. La vicinanza tra gli stabilimenti è l'elemento chiave che permetterebbe di accelerare tantissimo questi processi di crescita». In attesa dell'esame dei piani industriali al ministero del Lavoro, il prossimo 13 settembre, la Imm porta in Abruzzo e in Val di Sangro in media 2-3 clienti nuovi a settimana provenienti da tutto il mondo. «Abbiamo strade e infrastrutture da terzo mondo - dice Di Campli - ma quando c'è il sole le persone si innamorano dell'Abruzzo. Mare e montagna a pochi chilometri, prodotti tipici di qualità e la caratteristica di essere gente semplice ma concreta sono ciò che fa dell'Abruzzo una terra da amare».


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