News del 22/02/2018
Honeywell, gli operai vogliono restare
Assemblee sull'accordo al Mise: la maggioranza sceglie la cassa integrazione

Articolo il quotidiano Il Centro

 

ATESSA. Preoccupazione, amarezza, incertezza sul futuro. Sono le sensazioni emerse dalle due assemblee dei lavoratori che i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno tenuto ieri mattina e ieri sera con i lavoratori della Honeywell per spiegare i termini dell'accordo appena siglato al ministero dello Sviluppo economico. L'orientamento generale, a un primo impatto, sembra tuttavia essere quello di rimanere in fabbrica e approfittare dei 10 mesi di cassa integrazione concessi dal governo e dalla dirigenza della multinazionale americana, scelta che attualmente riguarderebbe la maggioranza dei lavoratori. Chi sta decidendo in queste ore di andar via, cogliendo l'occasione dell'incentivo all'esodo concesso dall'azienda (50mila euro e 1.000 euro per ogni anno di anzianità o in alternativa 22 mensilità), è chi ha già trovato un altro lavoro, quadri e dirigenti e personale altamente qualificato che può essere facilmente ricollocato. Si tratta di una percentuale minima, con stipendi molto superiori a quelli medi degli operai. I dipendenti, conti e prospettive alla mano, starebbero puntando tutto sulla reindustrializzazione del sito, facilitata dalla scelta dell'azienda di cedere lo stabilimento gratuitamente a chi vorrà investire ancora in Val di Sangro reimpiegando il 30% degli operai attuali. La Honeywell si farà carico, oltre che di mandare sul posto un advisor che si occupi di cercare nuovi investitori, anche della formazione dei dipendenti. Chi resta quindi, pur nell'angoscia di un domani più che mai incerto, può contare sulla conservazione del posto di lavoro almeno fino a febbraio 2019 e su dieci mesi di cassa integrazione. Oltre a questo riceverà l'incentivo da parte dell'azienda, che però toglierà dal bonus totale 1000 euro al mese (per un massimo di dieci mesi) per usufruire della cassa integrazione straordinaria. Ma una volta terminata la cassa si potrà approfittare, per chi rimane senza lavoro e non è stato reimpiegato nella eventuale nuova realtà produttiva, di altri 23 mesi di Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego, una indennità mensile di disoccupazione): significa che si potrà avere un altro anno di tempo per cercare un nuovo posto di lavoro. E nella drammaticità della situazione spicca comunque la buona tenuta dell'accordo sottoscritto al Mise, che seppur non sia riuscito ad evitare la perdita di centinaia di posti di lavoro riesce a dare alcune garanzie in più rispetto a quanto sta accadendo ai lavoratori della Embraco, azienda del gruppo Whirpool che trasferisce la produzione in Slovacchia lasciando a casa 500 lavoratori.


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