News del 01/08/2017
Halliburton, l'azienda petrolifera licenzia trenta dipendenti
Cgil: fulmine a ciel sereno dopo che lo scorso anno furono mandati a casa in 60

Articolo il quotidiano Il Centro

 

ORTONA. La crisi colpisce ancora e lo fa su un territorio già duramente provato, quello ortonese. Mentre la politica progetta, non senza la solita buona dose di polemiche, l'istituzione a Ortona della Zes (Zona economica speciale) per favorire la crescita del tessuto produttivo e una ripresa dell'economia, un'ulteriore azienda vive momenti difficili. È la Halliburton Italiana srl, multinazionale attiva nel settore degli idrocarburi, dove si sono aperte trenta procedure di mobilità nei confronti di altrettanti lavoratori. Un provvedimento che giunge a un anno di distanza dai sessanta licenziamenti nello stabilimento abruzzese. Ad essere interessata dalla nuova ondata di licenziamenti è quasi il 30% della forza lavoro della sede ortonese, all'interno della quale complessivamente sono occupate 104 persone. Delle trenta procedure di mobilità avviate dall'azienda, 26 riguardano operai e 4 impiegati. Nella comunicazione inviata ai rappresentanti sindacali la Halliburton si limita a parlare di «licenziamenti per riduzione del personale, a seguito di crisi del settore e conseguenti esigenze tecniche, organizzative e produttive per le quali non si ritiene di poter adottare altre soluzioni». Parole inequivocabili sulle quali interviene Carlo Petaccia, segretario generale della Filctem Cgil di Chieti. Sulla situazione sostiene che per i sindacati e le maestranze si tratta «di un fulmine a ciel sereno», tutto ciò perché «siamo stati avvisati contestualmente all'invio delle comunicazioni, mentre in genere queste decisioni vengono preannunciate. È un preoccupante segnale di disimpegno da parte dell'azienda - aggiunge Petaccia - anche considerando che fino allo scorso anno nella sede di Ortona c'erano 200 dipendenti mentre adesso si rischia di scendere a 74». In merito alle ragioni che sono alla base degli esuberi, il sindacalista ammette che «ci sono problemi legati al costo del petrolio e alla crisi del settore, oltre alla pesantissima penale che la Halliburton ha dovuto pagare per il mancato acquisto della Becker. Però a Ortona si continua a lavorare proficuamente, quindi attendiamo di conoscere nel dettaglio le ragioni per le quali l'azienda intende licenziare». Nel frattempo a Ortona è previsto che i sindacati e i lavoratori si riuniscano in assemblea per analizzare la situazione, quindi si terrà l'incontro tra rappresentanti sindacali e vertici dell'azienda. «Proveremo a scongiurare con ogni mezzo questa grave decisione - conclude Petaccia - che avrebbe serie ripercussioni sia per i lavoratori della Halliburton sia per gli altri lavoratori del territorio, considerando che l'indotto del settore è stimato intorno al 25% della forza lavoro impiegata nel comparto».


www.abruzzo.cgil.it ~ info@abruzzo.cgil.it