News del 28/03/2018
Chimica Bussi, nuovi impianti più sicuri per il futuro del polo
Previsti 35 milioni di investimenti nei prossimi due anni

Articolo il quotidiano Il Centro

 

BUSSI. Ricostruire un polo chimico di eccellenza nel Paese e nel centro-sud, con una focalizzazione sulla chimica di base e sulla sostenibilità ambientale». Questo è il grande obiettivo di Domenico Greco, presidente e amministratore delegato della Società chimica Bussi spa. La società è partecipata da agosto 2016 dall'imprenditore Donato Todisco, leader nel settore chimico, e dallo stesso Greco, manager con una vasta esperienza nell'ambito dei progetti di rilancio nel settore. A distanza di un anno Domenico Greco fa il punto sullo stato di avanzamento del piano industriale 2017-2020. Con un investimento di 6 milioni Società chimica Bussi (ScB) ha concluso con successo la prima fase di messa in sicurezza dell'assetto produttivo e delle maestranze, finalizzata anche al raggiungimento del massimo utilizzo degli impianti già esistenti al momento dell'acquisizione. Dopo l'inaugurazione del cantiere, avvenuta a 2017, a marzo di quest'anno è partito il nuovo impianto per la concentrazione della soda caustica. Grazie a questo il portafoglio della società si arricchisce di un nuovo prodotto, in grado di sostenere maggiori costi di trasporto e di ampliare il mercato geografico. In aggiunta è stata installata una nuova centrale termica di ultima generazione per la produzione di vapore al fine di disporre delle quantità incrementali derivanti dai fabbisogni del nuovo impianto, rendendo allo stesso tempo più efficienti e sostenibili i volumi assorbiti dalle produzioni esistenti. Queste azioni, assieme al complessivo rinnovamento dell'impianto di cloro-soda a membrana realizzato a cavallo tra dicembre e gennaio, consentono di rendere più competitivi i prodotti della divisione di chimica di base, e quindi di aumentarne le quantità fino a sfruttare la massima capacità produttiva degli impianti. «Con questi interventi - spiega Greco - si compie la prima parte del percorso avviato circa 12 mesi or sono, iniziando a restituire posti di lavoro al territorio abruzzese e competitività a un polo chimico che dimostra come sia possibile rilanciare uno storico sito industriale, ricominciando a fare impresa in modo sostenibile». L'industria chimica si confronta sempre più anche con i concetti di responsabilità e sostenibilità ambientale e ScB (il cui stabilimento non comprende le discariche 2A/2B e Tremonti, rimaste di proprietà di Solvay ed Edison, interessate da progetti di bonifica in diverso stato di avanzamento) ha intrapreso un cammino virtuoso per il rinnovamento di prodotti e processi, stimolato non solo da leggi e regolamenti nazionali e internazionali ma anche dalla necessità di competere a tutto tondo. In quest'ottica fiore all'occhiello dello stabilimento di Bussi è anche il nuovo e più potente impianto di trattamento delle acque di falda (Taf), ultimato a fine 2016. Attraverso l'utilizzo di tecnologie ambientali, questo impianto consente la costante estrazione delle acque dal terreno sottostante lo stabilimento e la loro depurazione, fino alla completa eliminazione delle sostanze inquinanti, per poi restituirle al sistema idrico con caratteristiche rispondenti agli standard di legge».

 

Previsti 35 milioni di investimenti nei prossimi due anni

 

«La chimica è un settore strategico per lo sviluppo industriale e occupazionale di qualsiasi Paese e non può essere abbandonato - sostiene Domenico Greco - A Bussi è presente un patrimonio inestimabile per manodopera e conoscenza in questo importante settore. Qui la chimica può avere un futuro di grande sviluppo, se questo viene concepito in maniera responsabile, sostenibile e innovativa anche dal punto di vista ambientale». Nei prossimi due anni Società chimica Bussi porterà nel sito investimenti complessivi per 35 milioni (di cui 6 già spesi e altri 4 a breve), con l'obiettivo di raddoppiare la produzione e avere un equivalente effetto sulla manodopera diretta impiegata nel sito. A questa si andrà ad aggiungere quella occupata nelle ditte del territorio, alle quali sono e saranno appaltati i lavori di costruzione dei nuovi impianti.


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