News del 04/07/2018
Call center Lavorabile, un'altra proroga
I 560 dipendenti col fiato sospeso in attesa dell'affidamento della commessa Inps

Articolo il quotidiano Il Centro

 

L'AQUILA. Una storia infinita, quella del bando per l'affidamento della mega commessa Inps emanato a maggio del 2017 e le cui procedure ancora non si concludono. Tanto che è stata necessaria un'ennesima proroga di sei mesi, fino al 31 dicembre. Si tratta di una delle commesse pubbliche più importanti, che coinvolge 2.300 persone in tutta Italia, di cui una fetta cospicua, 560 operatori, è impiegata nel call center Lavorabile di Pettino. Intanto i 100 esuberi annunciati lo scorso novembre alla sede Ecare di Monticchio si stanno gestendo con il ricorso agli ammortizzatori sociali, e in particolare al Fis, il Fondo di integrazione salariale. Il settore dei call center, caratterizzato da precariato e rischio delocalizzazione, dà lavoro a 2.200 persone nell'Aquilano, distribuite su 7 aziende. A Pettino il consorzio Lavorabile si occupa della commessa Inps-Inail-Equitalia in subappalto da Transcom: la gara da 182 milioni sta tenendo col fiato sospeso i 560 operatori. Si va avanti con proroghe di sei mesi in sei mesi, in attesa dell'esito del bando, che veniva dato per concluso entro lo scorso marzo. Ma tutto è ancora in gioco, visto che il Tar del Lazio ha annullato, in seguito a un ricorso, l'esclusione di una delle cordate concorrenti. I timori dei lavoratori aquilani riguardano la corretta applicazione della clausola sociale, che tutela l'attuale personale, e il mantenimento della territorialità. In occasione della proroga dello scorso dicembre il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha rassicurato sull'applicazione della clausola sociale, estesa anche ai lavoratori in subappalto, come nel caso aquilano. Ma non sono arrivate garanzie sulla cosiddetta territorialità: saranno infatti i vincitori della gara a definire con i sindacati la localizzazione territoriale. In pratica non c'è la garanzia che la sede di lavoro non venga cambiata. Nell'altro grande call center cittadino, con sede a Monticchio, la Ecare ha dichiarato a novembre 100 esuberi sui 400 dipendenti. Esuberi che dopo l'attivazione di un tavolo ministeriale si stanno gestendo utilizzando il Fis, il Fondo integrazione salariale, che è una nuova forma di ammortizzatore sociale. Anche qui a preoccupare è un'importante commessa nazionale, quella di Poste Italiane: Ecare, nell'ultima gara, è risultata aggiudicatrice del lotto 2, che corrisponde al 40%.


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