News del 28/07/2019
Baomarc, serve un anno per ripartire
Si passerà dai turbo ai componenti in acciaio, riassunti 162 operai ex Honeywell

Articolo il quotidiano Il Centro

 

ATESSA. Ci vorranno altri 12 mesi affinché la reindustrializzazione dello stabilimento della Honeywell produca i primi effetti sia lavorativi, con il reinserimento di 162 lavoratori ex Honeywell sui 330 licenziati, che in termine di produzione, che passerà da quella di turbo compressori per auto di media e grossa cilindrata alla produzione di componenti automobilistici in acciaio, affiancata da un centro servizi di taglio dell'acciaio. La Baomarc ha confermato nei giorni scorsi al ministero dello Sviluppo economico tutta la sua volontà a reinvestire sul sito e ha annunciato che la firma per la cessione della proprietà dello stabilimento da parte della Honeywell avverrà entro mercoledì. Da questa data inizierà il nuovo cammino di ciò che era la Honeywell. «Ciò che ci lascia ben sperare - commenta Donato Di Camillo, Fim-Cisl - è proprio la volontà manifestata dalla Baomarc di avviare un nuovo commercio dell'acciaio partendo dalla Val di Sangro. Questo ci lascia presagire spiragli occupazionali futuri. Il nostro lavoro, sia come organizzazioni sindacali che come rsu ex Honeywell, inizia ora: dobbiamo costruire un percorso assieme all'azienda per definire le modalità di reintroduzione dei lavoratori». «Se dovesse concretizzarsi tutto il progetto presentato dalla Baomarc - interviene Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara - saremmo di fronte ad una delle pochissime reindustrializzazioni che sono arrivate a compimento, un esempio positivo rispetto a quanto avvenuto in passato. Certo, una volta acquisita la proprietà del sito la priorità resta il reinserimento dei lavoratori ex Honeywell». Secondo i piani della multinazionale cinese dell'acciaio (Baomarc fa parte del colosso Baowu, principale fornitore di acciaio per il gruppo Fca in Italia) entro i primi 12 mesi saranno avviati investimenti per 8,5 milioni di euro ripartiti tra gli impianti delle linee produttive, gli impianti generici di stabilimento e l'assunzione dei primi 110 lavoratori. Poi seguiranno altri 13 milioni di investimento con l'assunzione dei restanti 52 lavoratori. «Il Mise si è complimentato con le parti sociali per la pazienza avuta finora - commenta Carmine Torricella della Fiom - ma adesso dalle promesse dobbiamo passare ai fatti. La preoccupazione è per quei lavoratori a cui scadrà a breve il primo anno di Naspi». «Ci auguriamo un esito positivo della trattativa - dichiarano Roberto Chiavelli e Giuseppe Saraceni della segreteria provinciale Ugl - e suggeriamo una linea guida orientata sulla totale trasparenza, correttezza e concretezza per la riassunzione di tutti gli ex 330 dipendenti Honeywell».


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