News del 02/02/2018
Armundia, la voglia di scommettere
La società informatica apre un centro ricerche all'Aquila

Articolo il quotidiano Il Messaggero

 

L'AQUILA. La città sembra essere divenuta sempre più un luogo di riferimento nazionale per l'innovazione e lo sviluppo. L'ulteriore conferma arriva da un'iniziativa destinata a lasciare un segno profondo per i suoi molteplici significati: l'apertura di un centro di ricerca nel cuore della città, in uno degli scenari più suggestivi ed evocativi della rinascita, il restaurato palazzo Natellis. Un progetto che si deve alle capacità professionali ma soprattutto alla sensibilità del Ceo di Armundia Group, il presidente originario di Lanciano Gianluca Berghella. «L'Aquila - spiega - è la naturale conseguenza di un percorso avviato fin dalla nascita di Armundia, un gruppo industriale privato avviato dal 2007 per iniziativa di alcuni manager con l'obiettivo di portare talento ed eccellenza nelle soluzioni informatiche per i mercati bancari e assicurativi. Tutto in controtendenza: in quel periodo le banche chiudevano e noi abbiamo deciso di investire su innovazione di contenuto per supportare un rilancio». Da quel momento è partito il lavoro di inserimento di figure giovani, selezionate dal mondo universitario. «Ad oggi - spiega Berghella - il gruppo conta 80 persone, con sedi a Milano, Roma, Empoli. Ha una controllata a Tirana. In ognuna di queste realtà sono stati fatti accordi con le Università puntando su ricerca e innovazione. I nostri clienti sono internazionali, lavoriamo in nove paesi del mondo». Come nasce l'idea di una ulteriore espansione all'Aquila? «Come una conseguenza naturale - dice Berghella - Il mondo accademico aquilano, nel pre-sisma, era una delle eccellenze italiane. Basti pensare che nelle altre realtà selezioniamo dal Politecnico, dalla Cattolica di Milano, da Roma Tre, dalla Sant'Anna di Pisa. L'Aquila è stata sempre ritenuta da noi un'eccellenza, e oggi è maturo il momento per aprire un centro di ricerca e sviluppo all'interno di questo territorio. Siamo stati anche agevolati dalla disponibilità e dalla lungimiranza del mondo accademico: abbiamo trovato con la rettrice Paola Inverardi e nel professor Giovanni De Gasperis un naturale feeling e unità d'intenti». Un progetto giovane nelle tempistiche ma già maturo nell'evoluzione: «Nello scorso autunno abbiamo assunto le decisioni, subito dopo abbiamo avviato le attività su palazzo Natellis, dove abbiamo preso un piano intero. Da qui a breve inizieranno a lavorare i nuovi colleghi, sono in corso le selezioni e tutte le operazioni di avviamento». L'altro aspetto fondamentale che sottolinea Berghella è quello che riguarda il territorio: «Sono di origini abruzzesi e per me è un atto dovuto di riconoscenza nei confronti della regione che mi ha dato una formazione umana molto particolare. Abbiamo trovato tutte le caratteristiche per creare e determinare qui il futuro di gran parte degli investimenti in ambito tecnologico. Cerchiamo talento, eccellenza, cultura del lavoro: caratteristiche che questo posto può garantire». I piani operativi saranno sviluppati in funzione della crescita di mercato. Oggi Armundia Group fa registrare un trend positivo di circa il 20% annuo. «Presumiamo - dice il manager - che entro la fine dell'anno potremmo raggiungere le 15-20 unità, con investimenti che saranno dirottati su questo territorio sul fronte tecnico. E' ovvio che abbiamo bisogno anche di avere una risposta rispetto alla domanda di lavoro e alla qualità dello stesso. Perché il centro storico? E' stata una mia personale scelta perché risponde alle mie sensibilità. Armundia nel nome coniuga un concetto di armonia: per noi in alcuni casi questo supera i normali canoni di impresa».


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