News del 27/09/2018
Amadori, investimenti per 36 milioni in 5 anni
I programmi del gruppo alimentare per l'Abruzzo

Articolo il quotidiano Il Centro

 

MOSCIANO. «Questo di Mosciano è uno degli stabilimenti più importanti del gruppo. Ricordo quando con la mia famiglia agli inizi degli anni '80 ci siamo trasferiti qui per far partire l'avventura abruzzese». A parlare è Francesca Amadori, figlia dell'attuale presidente del gruppo Flavio e nipote di Francesco, ora presidente onorario, che annuncia 36 milioni di investimenti in Abruzzo, principalmente sul sito produttivo di Mosciano, nel prossimo quinquennio. Il management del gruppo che l'anno prossimo compirà 50 anni, fattura 1,2 miliardi all'anno e arriva a contare 7.600 dipendenti in tutta Italia, ieri ha voluto illustrare nello stabilimento di Mosciano i piani di sviluppo per l'Abruzzo. Francesca Amadori, responsabile corporate communication, sottolinea che l'Amadori è presente in tutta la filiera di produzione, dagli allevamenti che producono uova, agli incubatoi dove crescono i pulcini fino agli allevamenti. Una filiera che include anche la produzione di mangime, non a caso a Fossacesia alla fine dell'anno entrerà in funzione un nuovo mangimificio che servirà tutti gli allevamenti del Centro-Sud. Il tutto con particolare attenzione all'ambiente, tanto che presto gli allevamenti saranno dotati di pannelli fotovoltaici per diventare autosufficienti e utilizzare energia pulita. L'attenzione a tutto ciò che è "verde", seguendo una propensione che è anche della clientela, si estrinseca anche nella recentissima produzione del pollo biologico. E, come ha sottolineato Francesca Amadori, in questo e altri discorsi lo stabilimento di Mosciano è centrale, tanto che fra il 2015 e il 2017 sono stati investiti 18 milioni ottenendo importanti risultati a livello produttivo e non solo: a Mosciano c'è la piattaforma logistica che serve tutto il Centro-Sud. E fino al 2022 sono previsti ulteriori investimenti per oltre 36 milioni per l'attivazione di nuove linee di taglio e una linea di disosso automatico, l'allestimento di due nuovi tunnel per la surgelazione, una nuova area di 2.200 metri quadrati per la "pallettizzazione automatica", il potenziamento della centrale di biogas, la ristrutturazione degli spogliatoi e un nuovo laboratorio analisi. Saranno potenziati anche gli impianti per la lavorazione dei sottoprodotti, che fanno cibo per animali e sono previsti anche investimenti sugli allevamenti di proprietà del gruppo. «Oggi Amadori occupa in Abruzzo oltre 2200 dipendenti, con un trend di crescita che solo negli ultimi vent'anni è stato di circa il 140% - ha dichiarato Francesco Berti, direttore generale - sono dati di cui andiamo fieri, che testimoniano lo stretto rapporto di fiducia che abbiamo saputo instaurare coi nostri consumatori e la proficua collaborazione con tutti i territori in cui il gruppo opera. In particolare in una regione come l'Abruzzo, dove siamo presenti sin dagli inizi degli anni '80 e dove abbiamo costantemente accresciuto la nostra attività. I nuovi importanti investimenti previsti nei prossimi anni confermano il ruolo strategico di questo territorio nei nostri piani di sviluppo, crescita e innovazione». A spiegare le caratteristiche dello stabilimento di Mosciano è stato Mauro Masini, responsabile delle attività industriali, zootecniche e mangimistiche del gruppo: «Il totale dell'area produttiva è di 110,579 metri quadri, di cui più di 40mila coperti. Qui produciamo 650 tonnellate a settimana di prodotti innovativi (panati e arrosti, ad esempio) e 1.600 tonnellate di prodotto lavorato. Nelle ultime settimane si lavora anche il pollo bio, oltre al famoso Campese, il nostro pollo allevato all'aperto senza uso di antibiotici. La lavorazione è realizzata utilizzando solo fonti di energia rinnovabile, evitando la produzione di circa mille tonnellate di petrolio equivalente».


www.abruzzo.cgil.it ~ info@abruzzo.cgil.it