Tagli ai servizi pubblici alla persona nella città di Chieti

Giungono notizie circa il taglio sul bilancio comunale in via di approvazione dei capitoli di spesa per i servizi alla persona. In particolare al taglio lineare del 15% per i servizi del Piano sociale di zona (comunicato alle organizzazioni sindacali martedì scorso) per un importo di circa 210mila euro, si aggiungerebbe anche l'azzeramento dell'intero finanziamento per i nidi d'infanzia comunali e il trasporto scolastico.

Se quanto detto, l'azzeramento dell'intero impegno finanziario, fosse la reale intenzione dell'amministrazione comunale ci troveremmo di fronte alla dismissione dell'intero sistema dei servizi pubblici all'infanzia di Chieti. Una storia fatta di servizi di eccellenza che hanno garantito qualità ed efficacia di intervento, mai opportunamente valorizzate dalle varie amministrazioni che nel tempo si sono succedute ma ampiamente riconosciute dalle famiglie utenti che per intere generazioni hanno avuto garantito il diritto all'educazione e alla cura per i propri figli in contesti appropriati e pensati per loro.
I quatto nidi comunali nel loro insieme testimoniano sul territorio cittadino la valenza educativa e pedagogica dei servizi pubblici all'infanzia, oltre all'impegno quotidiano delle lavoratrici che ha, spesso in totale assenza dell'ente comunale, caparbiamente lottato per mantenere alta la qualità del servizio offerto alle famiglie, alle bambine ed ai bambini. Questo accade in un momento in cui le innovative e tanto auspicate norme sul sistema integrato 0/6 sottraggono i servizi educativi all'infanzia da quelli a domanda individuale e sanciscono, con una legge dello Stato, il diritto universale per le bambine e per i bambini ad avere servizi pensati per il sostegno e la promozione della loro crescita garantendo pari opportunità di sviluppo.
Per questo riteniamo inaccettabile che la soluzione ai problemi legati all'approvazione del bilancio comunale sia il taglio sic e sempliciter dei servizi pubblici all'infanzia. Pensiamo che tale questione riguardi tutta la città, le famiglie, le associazioni, l'intero tessuto sociale, perché una soluzione siffatta svilisce il ruolo pubblico e depaupera in maniera irrimediabile un patrimonio di competenze e professionalità che sono un bene comune. La classe politica, che è chiamata a curare gli interessi pubblici, non può pensare che si tratti solo di far quadrare i conti. Per questo invitiamo a una riflessione attenta e fattiva quanti, ognuno per il proprio ruolo, pensano che l'investimento pubblico per l'infanzia non possa essere barattato con alcun equilibrio finanziario. Quale spazio debbano avere in questa città gli investimenti per le future generazioni riguarda tutti e nessuna ragione contabile vale più del diritto dei nostri figli ad essere educati e avere pari opportunità di crescita. La Fp Cgil sarà, insieme ai lavoratori, impegnata per una battaglia che scongiuri la dismissione di un servizio pubblico così strategico per la crescita delle bambine e dei bambini.

 

La segretaria generale FP Abruzzo, Paola Puglielli


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