Sociale: dal Comune servono risorse e politiche strutturali

Abbiamo appreso dalla stampa, in data 2 luglio, che il Comune di Pescara ha approvato una variazione di bilancio di 1,3 milioni destinati alle attività sociali, una variazione concepita, secondo quanto espresso dall'assessore Diodati, per portare a compimento tutti i servizi del piano sociale (ex piano di zona). Sempre secondo l'assessore Diodati l'amministrazione comunale sta tutelando il sociale dando servizi a sostegno delle fasce più deboli, vecchie e nuove.

Dalla precisazione dell'assessore Allegrino e dalla lettura della delibera consiliare di approvazione delle succitate variazioni, pubblicata in data 4 luglio sul sito dell'Ente, si evince che le risorse, oggetto di variazione di bilancio, siano nazionali e
regionali e destinate, con esclusione del fondo sociale regionale, a progetti specifici e non ad attività strutturali di cui ha bisogno il territorio.
Noi riteniamo che occorra rispondere "strutturalmente" e non a spot alla necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione. In data 21 febbraio 2017 le scriventi organizzaziuoni sindacali hanno organizzato un sit-in davanti al Comune di Pescara contro i tagli delle risorse comunali destinate al sociale. Nella stessa data è stato sottoscritto un accordo dalle scriventi organizzazioni sindacali, dal sindaco, dall'assessore alle Politiche sociali, dal presidente della Commissione Bilancio, dal presidente della Commissione Politiche Sociali e dall'allora presidente del consiglio comunale in cui l'amministrazione si impegnava a ripristinare le risorse comunali destinate al sociale nella misura di 616.874 euro, in occasione della prima variazione di bilancio prevista per il mese di marzo 2017.
Bene, a distanza di quattro mesi nella prima variazione di bilancio relativa al sociale troviamo la beffa: infatti le risorse destinate al welfare sono fondi destinati a progetti regionali e nazionali, mentre resta il taglio alle risorse comunali apportate in sede di approvazione del bilancio 2017 e denunciate all'epoca dalle organizzazioni sindacali.
Grazie a tali tagli restano senza risposta molte delle necessità espresse dal territorio quali servizi per gravi patologie psichiatriche, servizi per le dipendenze, servizi per le neo mamme e per le giovani famiglie di immigrati, oltre che fortemente ridimensionato il servizio di assistenza domiciliare per anziani e disabili.
Alla luce di quanto esposto, in assenza di un chiarimento nel merito e dell'immediato ripristino delle risorse concordate, le scriventi organizzazioni sindacali preannunciano l'avvio di una forte mobilitazione dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini di Pescara.

 

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