Mense del Comune di Roseto: niente cassa a spese dei lavoratori

Nella giornata di oggi apprendiamo in un articolo pubblicato dal giornale il Centro lo slittamento dell'appalto della gestione delle mense scolastiche al Comune di Roseto. Veniamo a conoscenza con stupore, però, che non viene menzionata minimamente la grave questione che in questi giorni abbiamo sottoposto al Comune rosetano e alla Prefettura riguardo il salario delle lavoratrici. Le ditte che hanno vinto a gennaio l'appalto delle mense scolastiche al Comune di Roseto infatti non vogliono riconoscere lo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall'azienda cedente dell'appalto come la normativa vigente prevede. Questa decisione, di fatto, abbasserebbe i salari delle lavoratrici impiegate nell'appalto delle mense scolastiche di Roseto che, ricordiamo, hanno tutte un contratto part-time al 50%. Il codice degli appalti (Codice dei contratti pubblici D.Lgs. 50 del 2016) e le ultime linee guida Anac del 13 febbraio 2019 sono chiarissime riguardo il riconoscimento, in un cambio appalto, della stessa Ral (retribuzione annua lorda) e del contratto collettivo nazionale di riferimento dell'oggetto di interesse dell'appalto (riguardo la ristorazione collettiva il contratto collettivo di riferimento è il contratto "Turismo Pubblici Esercizi").

Come organizzazioni sindacali abbiamo svolto diversi incontri sia con il Comune di Roseto che con le aziende, ma a nulla è servito sottolineare che il mancato riconoscimento dei diritti delle lavoratrici in materia di cambio appalto avrebbe penalizzato pesantemente le addette. L'unica proposta pervenuta da parte aziendale è stata la riduzione delle ore alle lavoratrici, una proposta inoltre che avrebbe violato il disciplinare di gara emanato dal Comune di Roseto degli Abruzzi in data 19 ottobre 2018. Per queste ragioni abbiamo proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici impiegate nell'appalto delle mense scolastiche del Comune di Roseto, attivando l'11 marzo la procedura di raffreddamento alla Prefettura. La convocazione fissata per il 19 marzo in Prefettura è stata però rinviata dalle aziende, ennesima dimostrazione di come si vuole tralasciare e trascurare il problema delle retribuzioni delle lavoratrici.

 

Mauro Pettinaro, Filcams Cgil Teramo          Fabio Benintendi, Cisl Teramo

 


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