In piazza stamattina a Pescara i lavoratori della sanità privata: aspettano il contratto da 12 anni

"Pretendere di rinnovare il contratto di lavoro a costo Zero e affermare che il costo del rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre dodici anni, deve essere sostenuto integralmente dal sistema delle Regioni è inaccettabile. Coloro che fanno impresa sanno che devono prevedere i costi relativi al rinnovo del contratto di lavoro e non possono pretendere che il costo lo paghi la collettività mentre a loro restano i profitti. E' troppo facile fare impresa senza i rischi che ne derivano".
E' con queste parole che Paola Puglielli, Vincenzo Traniello e Giuseppe De Angelis, segretari regionali rispettivamente di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil, hanno annunciato che la mobilitazione della sanità privata che stamattina a Pescara ha visto il presidio dei lavoratori sotto la sede dell'assessorato regionale alla Sanità in via Conte di Ruvo continuerà. Che il sindacato e i lavoratori porteranno avanti la loro protesta "contro l'atteggiamento dei datori di lavoro, che nonostante il contratto sia scaduto da 12 anni si rifiutano di stanziare risorse per il suo rinnovo".
Una protesta che deve arrivare anche alla politica abruzzese e agli amministratori regionali, ai quali è stata chiesta attenzione "per il rinnovo del contratto e per il rispetto delle regole e degli standard del personale". D'altra parte in gioco c'è anche la qualità dei servizi, la bontà dell'assistenza e della cura che gli abruzzesi chiedono anche alle cliniche e agli imprenditori privati. Quella qualità che difficilmente si può garantire se il contratto non viene rinnovato, se i carichi di lavoro aumentano, se i permessi e le ferie saltano, se i diritti non vengono rispettati.

 

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